Ricordati di me


Mostra d’Arte Contemporanea

CAD-Centro Art Design Palazzo Salluzzo

Via Chiabrera 7/2

Dal 17 al 31 gennaio 2019

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Tredici artisti, tredici voci differenti tra loro per tecnica e contenuti si mostrano nelle sale genovesi del Cad, Creativity Art design di Palazzo Saluzzo.

La mostra curata da Loredana Trestin è un viaggio che si dipana tra arti figurative e astratte  lasciando dietro di sé una traccia visiva e nemonica di difficile cancellazione.

Sono le opere questa volta a parlare, in un percorso che unisce l’astrattismo all’action painting.  Un percorso mai banale di educazione emozionale.

Sono le atmosfere a regnare sovrane, la rappresentazione del momento impresso su tela che diventa movimento e raffigurazione di un’esperienza che viene vissuta e rielaborata dagli occhi di chi guarda.

Le scelte cromatiche sono create per evidenziare e dettagliare le ambientazioni lasciando lo spettatore frastornato a fine visione.

Il concetto stesso di tempo e attimo che  trascendendo nella sfera della fantasia dona una nuova forma espressiva e di comunicazione. Un messaggio che attraverso forma e colore veicola  all’emozione dell’attimo.

Tredici artisti, tredici nuovi talenti di cui è doveroso ricordare il nome, Lorenzo Bottari, Natascia Finocchiaro, Maurino Giovanni Gargano, Vincenzo Gualano, Thomas Lanzi, Sara Leccese, Pasquale Mansi, Marco Marciani, Raffaele Mattera,Lara Motterlini, Silvia Paci, Andrea Vandoni, Francesco Zampieri. Tredici voci diverse tra loro che si uniscono in un coro di rara bellezza.

Christian Humouda

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Giovani Prospettive. Omaggio di parole a Simona Fedele


Simona Fedele, artista italiana che vive e lavora in Friuli Venezia Giulia, per conoscerla meglio, potete andate a leggere l’intervista che ci ha concesso, sempre qui su WSF:

http://wordsocialforum.com/2014/01/24/simona-fedele-di-baratri-e-picchi-l-arte-che-fiorisce/

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Quando un’antropologa visita la fiera SWAB2015 a Barcellona di Cristina Balma – Tivola


SWAB 2015, fiera d’arte contemporanea emergente, è andata in scena alla sua ottava edizione dall’1 al 4 ottobre scorsi alla Fira Barcelona con la presenza di 65 gallerie per un totale di 22 paesi. Una serie di iniziative – quali una ventina di gallerie d’arte collegate in visite guidate – nonché di eventi collaterali – quali performance e vari vernissage – hanno poi sostenuto la kermesse anche nel resto della città.
La sottoscritta, ormai sempre più curiosa e dal gusto e dalla riflessività forse in graduale maturazione sul tema (forse, appunto), ha osato, chiesto e ottenuto il pass con l’idea di farsi la solita full immersion che giova a tutti: a lei in primis così continua a vedere cose e imparare, a voi lettori ch’ella ama introdurre almeno per sommi capi a ciò che vede, e agli organizzatori della manifestazione, che si stamperanno questo articolo e lo metteranno in archivio – con  l’effetto collaterale di accumulo e di rendere l’archivio stesso, in quanto tale,“opera d’arte” (Mark Dion, non v’è da dubitarne, ha fatto scuola…).
Ma andiamo con ordine. La vostra – ormai persuasa che l’eccentricità protegga, e probabilmente influenzata dalla fiera steampunk che sta avendo luogo in parallelo a pochi isolati di distanza – ha optato per un confortevole look costituito da gonna svasata asimmetrica lunga alla Morticia Addams, anfibi, borsa con disegno di caravella pirata (grazie, Eleuthera!), e in tasca, a darle conforto e sicurezza, Destinazione mondo.
Forme e politiche dell’alterità nell’arte contemporanea di Valentina Lusini. Se infatti giro per queste fiere cercando al contempo di provare piacere nella pura contemplazione, di imparare d’arte ed estetica, di individuare tendenze e di verificare nuove forme e nuovi significati del ‘simbolico’ – riflessi, questi ultimi due, della mia formazione – alle fiere si va di norma per vendere e comprare, e le modalità relazionali e il tono dei discorsi a volte spiazzano l’ingenua sottoscritta facendola sentire un pesce fuor d’acqua privo della competenza per esprimersi.
D’altronde non proviamo un po’ tutti un certo disagio davanti a certe opere il cui significato o le cui quotazioni non ci sono immediatamente comprensibili?
Tendenze nei contenuti chiaramente riconoscibili a questo giro: terrorismo, conflitti, armi, violenza della polizia, perversione dei media nell’inculcare nelle menti dei cittadini false credenze e false ragioni di terrore.
Shakerando il tutto, stavolta s’è avuto come risultato quello di bombe a mano in alabastro dalla testa in acciaio cromato e cervelli in forma di bombe a mano quali originali sculture o fumetti pop in tiratura
limitata, collage di passamontagna – chiaramente riferiti alla divisa del terrorista nell’immaginario collettivo – costruiti di volta con articoli di giornale sui consumi alimentari, sulla condizione della donna, sull’ambiente e via dicendo, anche questi in vendita da un sito internet in tirature limitate, dipinti che ritraggono in tutta la sua ferocia la violenza efferata della polizia accompagnati dalla statua in resina di un giovane contestatore a terra, morto, vicino alla mano del quale è posata la pietra che presumibilmente stava lanciando.

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Francesco Paolicchi, artista che cambia pelle come un rettile.


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Oggi su WSF ospitiamo un giovane artista italiano, che ho iniziato a seguire da poco, ma che ha fin da subito colpito per le sue opere che ritengo profonde, carnali, oscure.

Benvenuto su Words Social Forum, Francesco Paolicchi!

Chi è Francesco Paolicchi?

Qualcosa di ancora indefinito e che come un rettile cambia spesso pelle. Nasco comunque a Viareggio nell’agosto del 1988.

Come nasce il tuo percorso come artista?

Nasce qualche anno fa. Ebbi modo di conoscere un giovane artista della zona, rimasi molto colpito dai suoi quadri e qualcosa mi disse che dovevo farlo pure io. Lo feci.

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Poesia e Arte. Ennio Abate


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Artista e poeta, oggi ospitiamo Ennio Abate!
Benvenuto nelle pagine virtuali di Words Social Forum!

Chi è Ennio Abate?

L’ho scritto nella presentazione del mio blog “Narratorio grafico di Tabea Nineo» (anagramma giovanile del mio nome e cognome nome col quale ho deciso di firmare disegni e dipinti): uno che da ragazzo ha imparato a scrivere e, a un certo punto, ha imparato anche a disegnare e dipingere. E che ha poi – giovane, adulto, vecchio – continuato le due attività, conciliandole o alternandole più o meno bene. Per varie ragioni, che qui non affronto, lo spazio occupato dalla scrittura (poesia, saggistica, carteggi con amici o avversari) ha prevalso su quello dedicato al disegno-pittura. Comunque, Tabea Nineo, resta in fondo il gemello di Ennio Abate.
Accanto al carattere fin dall’inizio bifronte della mia ricerca ne andrebbe considerato un altro: ho avuto una vita “ a zig zag”, piena di deviazioni e interruzioni, essendo stato studente, immigrato, impiegato, lavoratore-studente, militante politico e alla fine insegnante. Sono stato perciò poeta e artista in semiclandestinità; e credo che i miei lavori, per un diverso modo di sentire rispetto a quello attuale o dei giovani, appariranno quasi dei reperti archeologici.

Donna seduta

Donna seduta

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Il candore arcaico di Henri Rousseau (Palazzo Ducale – Venezia)


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“Autoritratto – 1893”

La reggia del Doge di Venezia ospita la retrospettiva pittorica di Henri Rousseau. Il doganiere autodidatta e ingenuo che viene ormai considerato universalmente come il precursore dell’arte Naif.

La sua pittura simbolica e ricchissima di colori si mostra fiera e onirica nelle otto sezioni che compongono la mostra veneziana.

Non particolarmente amato dalla critica del suo tempo per il suo stile bidimensionale e semplice, colpisce al cuore invece quella che sarà l’elité intellettuale e pittorica del periodo.

Autori come Apollinaire, Jarry uniti ad altri grandi nomi della pittura del tempo come Cezanne, Carrà, Frida Kahlo, Diego Rivera, Kandiskj, Picasso renderanno Rousseau un artista spartiacque che accompagna la fine della pittura classica e conduce alla nascita della pittura Naif.

La carriera artistica ed umana di Rousseau inizia a Naval, piccola città francese in cui il pittore nasce e muove i primi passi nel mondo. Figlio di una famiglia di estrazione piuttosto modesta non rivela subito grandi attitudini scolastiche e personali, ma il futuro ha in serbo per lui la gloria dei grandi.

Nel 1777 trova lavoro nella città di Parigi come doganiere. Un titolo questo, che lo accompagna fino alla sua morte.

Artista estremo quanto cinicamente ironico nella rappresentazione del mondo che lo circonda, dipinge la sua prima opera nel 1886.

“La sera di Carnevale” contiene già tutti gli elementi che caratterizzano la sua produzione artistica. Sono ben visibili infatti le due figure, appena abbozzate, che vengono sovrastate dagli alberi spogli e dal cielo plumbeo.

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Danilo Capua, pittore


Autoritratto

“Autoritratto”

Benvenuto su WSF Danilo

Grazie a te, Christian, per concedermi la possibilita’ di far conoscere il mio pensiero e i miei “colori”.

Come il Danilo Capua Uomo definirebbe il Danilo Capua artista?
Dal momento che vedo le due entita’ inscindibili, la domanda potrebbe avere anche una valenza speculare e la risposta, di conseguenza sarebbe la medesima. Solitamente, sono le persone esterne che si pongono questi quesiti ma non di rado, i diretti interessati, vengono a fare i conti con se stessi, da questo punto di vista, anche per una questione di coerenza sul proprio operato.
Nel Danilo Artista, emerge molto della mia umanita’ e iconograficamente, talvolta, attraverso metafore. Talune cose, son sicuro, che sono celate anche a me stesso e sovente, mi capita che l’osservatore faccia emergere (con mio piacevole stupore) particolari,  dandogli significati che trovo estremamente pertinenti. Sicuramente, i presupposti sono in parte cambiati dagli inizi, difatti le mie prime serie di “urla”, non nascondo a dirlo, avevano ben poco di allegorico e la mia emotivita’ si frantumava nella mia espressione artistica, rendendo partricolarmente “credibili” le mie immagini, ad ogni modo, il Danilo odierno che emerge dalla mia pittura, lo vedo come una persona riservata ma profonda che esterna quando lo sente, cercando un delicato equilibrio tra le forme attraverso un cromatismo appena accennato, non invadente.
In sintesi credo che il disegno (per usare un eufemismo) che ritrae Danilo Artista, sia di un soggetto che vive fuori dal contesto temporale in cui e’ relegato ma “assente” solo in apparenza.

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