I libri di domani/3 – Intervista a Fara Editore


Come hai cominciato a lavorare nell’editoria?

Ho fatto studi di carattere linguistico che mi hanno messo in contatto con case editrici come traduttore, correttore di bozze ed editor. Con mio fratello grafico, anche lui in contatto con il mondo dell’editoria per la realizzazione di copertine, collane e altro, abbiamo deciso di dar vita a Fara nel 1993.

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Quali sono le difficoltà che incontra oggi una piccola casa editrice?

Principalmente la distribuzione, che per le piccole etichette non funziona, anzi direi che non esiste. Nei primi anni di vita ho cambiato numerosi distributori, la maggior parte dei quali sono falliti e scomparsi, per cui ho perso soldi e centinaia di libri. Da una dozzina di anni ho puntato tutto sulla rete (sito, blog narrabilando e farapoesia, social) e sul far comunità con i miei autori che sono i maggior diffusori dei libri Fara.

L’Italia è un paese che legge poco: quale pensi sia la soluzione migliore per attirare nuovi lettori?

Proporre cose vere, che restano, che non siano il frutto delle mode e curare un linguaggio comunicativo ma non banale, che abbia uno stile.

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