Il sogno a mani aperte di Emilio Cupolo dal 5 marzo al 19 marzo 2019 Palazzo Ducale


53496343_1594765983988835_2135127336327053312_n

Da Arturo Martini a Emilio Cupolo è il titolo della mostra curata da Loredana Trestin per Divulgarti.

La scultura minimale di Martini  si scontra con le tele di grandi dimensioni dell’artista genovese. Un incontro di significazioni che si susseguono passo dopo passo nella narrazione presentata da Loredana Trestin. Una serie d’immagini familiari, spaccati di vita che ricordano da vicino il percorso biblico della famiglia tradizionale. I dipinti fatta eccezione per due grosse tele immateriche di colore rosso e azzurro, presentano linee essenziali che accolgono limitandone la visione della profondità, figure bidimensionali che si accostano le une alle altre in uno strano abbraccio. Una pittura Fauve, diretta, violenta, bestiale nel suo susseguirsi. La belva qui è il colore che si dipana sulle tele, cercando una sua dimensione di esistere.

Immagini familiari che si esprimono dentro a spazi ristretti che inneggiano alla vita e alla morte di un’ illusione. Una luce di fede che apre all’uguaglianza e al bene e colpisce per intensità e forma. Essenziale come un ricordo, un passaggio, un incontro, che a volte si dimentica.

Dott. Christian Humouda

53781068_1594765883988845_6380460684584419328_n53464745_1594765973988836_3474721588635500544_n

La visione attraverso il pensiero


image00010

Nella splendida cornice del CAD, Creativity Art Design di Palazzo Salluzzo, è possibile visitare la mostra “La visione attraverso il pensiero”, curata e promossa da Loredana Trestin per Divulgarti.

Una visione quantistica che frammenta le differenti visioni degli artisti presenti particellarizzando la concezione visiva in un’insieme di immagini che passano dalla fotografia all’illustrazione, dall’astratto all’antimaterico, fino a concludersi con lo scultoreo. Le tre teste di donna proposte da Carola Castagna colpiscono l’attezione per l’espressività del loro volto e la delicatezza dei lineamenti. Guardarle ci permette quasi di sentire la loro voce e di capire dai loro copricapi la diversa estrazione. Un inno questo, che rimanda a future integrazioni, in un messaggio di auspicio verso un futuro sempre più comunitario. Seguono i disegni di Elisa De Cesari, giovane illustratrice dal tratto quasi fiabesco, che ricrea raccontandola la storia del mondo, l’emozione del ricordo che passa attraverso l’archivio storiografico della rievocazione che si trasforma in commozione per coloro che la guardano. Uno spazio è dedicato alla fotografia con la spendida opera di Pierangela Aquilina. Un cielo creato a frame successivi, dalle diverse gradazioni di blu a cui si contrappongono i colori caldi di Maria Isopo. Un’ opera quasi rorschachiana la sua che pone al centro del la sua opera l’immagine della sezione di un vulcano. Una particellizzazione del fuoco che esplode in una frammentazione di rosso. Una commistione di grafica e scientificità che punta all’immedesimazione diretta dell’opera.

Con Elena Mazzone ritorniamo nella grafica dell’arte con tre visi di donne. Che rappresentano uno stato d’animo figurativo composto da una base astratta su cui viene disegnato successivamente il viso femminile, solitario, trasognante, ma mai banale.

Chiara Monaco gioca con due opere esposte che appaiono simili nella forma ma diverse nella sostanza. Due dipinti che uniscono l’astratto al geometrico. Una dualità tra terra e cielo. La forza terrena che è alla base dell’opera e l’astrazione verso l’alto che compone una serie di forme quasi acquose in cui perdersi.

Le tele di Alberto Mussi si concretizzano con pennellate ricche di colore, che si muovono attraverso una vera e propria esplosione di tinte proprie dell’espressionismo astratto. Un mondo interiore, che si ricrea in un viaggio personalissimo ed elaborabile attraverso la nostra intimità.

Le quattro opere di Giacomo Ponzi ci permettono di osservare uno sketch multicolore che dà vita a immagini e figure che colpiscono per l’immediatezza e la cura della rappresentazione. Ultima artista non per ordine d’importanza è Giulia Previtali, che con la sua opera vuole ridefinire, mostrandoli, i confini della memoria. I materiali sono di diversa forma e consistenza. Una carta fatta a mano che s’intrreccia alla tela con un filo è la rappresentazione dell’unione di più elementi che si sovrappongono l’uno sull’altro, come una serie di esperienze che una volta vissute continuano a rimanere nella nostra mente.

Dott. Christian Humouda

A49C4DF3-B78F-41D0-B1E1-C2FEBA1E1EB2

image00009

“In-perfecta” di Roberta Marinaro


65511AC6-01A1-4C36-9FDE-E5A46A64E49D

In-perfecta, l’emozione dell’imperfezione.

Nella bellissima cornice del Palazzo Ducale di Genova prende vita la mostra curata da Loredan Trestin per Divulgarti.

In-perfecta di Roberta Marinaro è un viaggio colorato e astratto che colpisce per la qualità dell’emozione espressa. Le opere esposte seppur di diversa natura, ricordano da vicino la pop art e si astraggono in una serie di dipinti dalla duplice matrice in cui il vero protagonista diventa il colore. Denso, vivace, sanguigno, che si dipana sulle tele creando figurazioni che diventano concetti astratti. Momenti di interiorità messi su tela che definiscono, mostrandoli, i lati più intimi dell’animo.

Un insieme d’immagini pop che incontrano una pittura analitica legata alla realtà e al suo significato sotteso. Un vortice di emozioni e forme che si traduce in rossi vividi e colori dorati che mitigano la visione producendo uno strano senso di smarrimento. Un ricordo cheap della società moderna, in cui tutti possiamo essere famosi per non più di quindici minuti.

Dott. Christian Humouda

FE87C49B-151C-47E6-AAB8-6BFAB5C76516DDE61809-6AB9-455F-9CBD-BB8C4073E21C3D74AB3B-AC83-4A43-B95C-DFAEAA732FCC

“L’equazione mistica” intervista a Vincenzo Gualano 2019


35379536_10211675587385263_3797226460939288576_n

Benvenuto su WSF Vincenzo,

Grazie per il benvenuto e benvenuto a te nel mio mondo. Ho sempre disegnato da quando ero piccolo alle scuole elementari, ma lo facevo così solo per gusto di farlo e per passare il tempo perché era una cosa che mi faceva stare bene e sentivo la gioia e la libertà assoluta. La mia vocazione effettiva l’ho percepita intorno ai diciassette anni grazie alla scoperta di Vincent Van Gogh. E’ lui che mi ha spronato e il fatto che portasse il mio stesso nome mi esaltava ancora di più! Da quel momento in poi ho pensato: “questa è la mia strada! Ne sono certo”

Cosa dà e cosa toglie creare?

Per me creare non toglie nulla anzi, può soltanto donare tutto ciò che sia inimmaginabile agli occhi dell’ uomo comune che non riesce a guardare oltre. Il colore, la creatività e la follia sono gli unici mezzi che possono sconfiggere il grigiore terreno e il mondo cinico. E’ un’arma che serve per spegnere l’ignoranza e il materialismo cercando di far capire che ci sia qualcosa di soprannaturale che ci ama profondamente.

Quali autori hanno maggiormente influenzato il tuo percorso artistico?

Beh… come dissi pocanzi, non dubito su Vincent Van Gogh colui che mi ha aperto la strada. Ma il merito lo devo molto anche al surrealismo e i surrealisti come Salvador Dalì, Max Ernst e Renè Magritte, forti personalità soprattutto il primo citato che grazie alla loro influenza mi hanno dato la certezza di essere io stesso una droga senza assumere sostanze stupefacenti immaginando tutto naturalmente.

Tira più che puoi!, 2009, Argilla, carta argentata e acrilici d'oro e di argento, misure sconosciute

Inserisci unaTira più che puoi!, 2009, Argilla, carta argentata e acrilici d’oro e di argento.

 

 

Cristo parabolico-catastrofico. 2014, olio su tela, 180 x 125 cm. Firenze.

Come nasce e si sviluppa tecnicamente un tuo lavoro? Nello specifico come riesci a rendere morbide delle forzature rigide?

E’ difficile rispondere a questa domanda perché molte volte non so nemmeno io come faccio. Io infilzo e tutto prende forma. Un gesto così apparentemente violento riesce a dare allo stesso tempo la morbidezza e l’armonia. La tecnica degli spilli è un’evoluzione dello stile precedente chiamato Equazionismo Astromistico. Le pieghe sono rese con l’olio dando l’illusione tramite uno studio approfondito di luci ed ombre come i stessi surrealisti erano abituati a fare. Nella nuova tecnica è tutto vero; non c’è inganno, le pieghe sono reali.

“Equazionismo astromistico” è il termine con cui la tua arte viene definita. Per te essere “categorizzato” è un motivo d’orgoglio o un limite da superare?

Ho sempre voluto superarmi e ho sempre cercato disperatamente una mia strada battendo la testa contro il muro. Se non fosse stato per il mio professore di decorazione all’Accademia forse non ci sarei riuscito. Certo, ho cercato tutto questo per non essere etichettato in alcuna corrente che mi ha preceduto. Forse prima o poi arriverò ad un limite ma sento che dentro di me ci sia ancora benzina da buttare e che qualcosa di grandioso arriverà col tempo sperando. Adesso non sono ancora a nulla.

Guardando i tuoi lavori su stoffa mi viene da coniare un nuovo termine: “Impressionismo astratto” ovvero un astrazione che prende i contorni della figura. Qual’è la tua opinione in merito?

Effettivamente ci ho pensato molto a riguardo, e ho cercato di definire questa nuova tecnica ma non mi è mai venuto nulla in mente. Non sono mai riuscito a trovare un nome che possa distinguerla dagli altri. Beh… potrebbe essere un’idea perché le stecche senza dubbio sono elementi astratti e le figure sono appena accennate non ben definite, quasi spettrali che danno l’impressione di una determinata figura.

Qual’è il messaggio che desideri veicolare attraverso i tuoi lavori?

Il messaggio è quello di non limitarsi mai, e questo lo dico soprattutto ai giovani come me. Non è vero che tutto è già stato inventato. L’Arte è illimitata e c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire solo se noi stessi lo vogliamo. Quindi creiamo e scopriamo il più possibile perché il mondo ha un bisogno disperato di cose nuove infrangendo ogni regola.

35386401_10211675587465265_3587243263569952768_n

Arte e denaro, il connubio è possibile?

E’ un connubio possibile ma complicato soprattutto per gli artisti innovatori perché non sono commerciabili soprattutto agli inizi. Quando qualcuno propone qualcosa di nuovo è difficile che la società lo accetta subito senza problemi. Quasi tutti gli artisti innovatori hanno avuto parecchie difficoltà economiche a causa dell’ignoranza della gente comune che non riesce a comprendere. Non a caso un esempio è Van Gogh.

Puoi anticiparci qualcosa sui tuoi futuri progetti?

Per quanto riguarda la mia evoluzione artistica non ne ho idea. Non so nemmeno io cosa tirerò fuori da una tela o da un supporto domani o tra un anno. So solo che sono ambizioso e vorrei puntare molto in alto. Non mi interessa la ricchezza in denaro o avere una bella macchina ma vorrei essere ricordato per sempre quando me ne sarò andato da questo mondo. Questo è il mio obbiettivo.

Grazie Vincenzo

Grazie a te. Bella intervista. Sono onorato.

Christian Humouda

6ACDD286-2858-4A95-9013-268C4DDFE4395ED81228-1D7F-49EC-B048-2A2AF387FBFC144202CB-902F-4DC6-A319-C97CFBCA0B46

L’equazione mistica di Vincenzo Gualano


 

Da venerdì 1 a venerdì 15 febbraio 2019, presso Divulgarti a Palazzo Ducale di Genova (piazza Matteotti, 9)

Siamo fatti anche noi della materia di cui son fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra breve vita.”

Co le parole di Shakespeare possiamo aprire la personale di Vincenzo Gualano, giovane artista che nella splendida cornice del cortile maggiore di Palazzo Ducale espone la sua prima personale curata da Loredana Trestin per Divulgarti.

Una tecnica innovativa la sua, che nonostante cerchi di mescolare un astrattismo concettuale a un surrealismo onirico non dimentica i canoni di una pittura classica seppur nella sua ipermodernità più oggettiva.

Nelle opere di Gualano si evidenzia l’evoluzione matematico stilistica di un giovane artista nella ricerca continua di un sé indefinito. Qui l’arte si trasla, si mescola e sottostà a delle barriere concettuali volutamente rigide che nel loro divenire non si sottraggono alla fluidità di nuove forme creative di “figure umanoidi” nell’atto umanissimo di due entità che si toccano, si baciano e vivono tra le pieghe di una stoffa colorata. Linee curve, simboli matematici ed equazioni contemplative s’imprimono radicalmente sulle tele scivolando e perdendosi in una nuova concezione di figurativo. dove la recherche du temp perdu si unisce a quella della gravità.

Una riscoperta del vecchio per trovarci del nuovo”, uno spaccato del passato personale e artistico dell’autore che s’imprime sulla tela prima e sulla stoffa poi, in un abbraccio commovente.

Christian Humouda

2555A0C1-89D6-48FA-9E77-0D2E36E2C882A76F9E81-156D-4707-9A38-275B8E934AEF144202CB-902F-4DC6-A319-C97CFBCA0B46

6ACDD286-2858-4A95-9013-268C4DDFE439

“Materia e antimateria” di Milena Demartino


D09546E6-A384-415E-B532-B816514957A5

La luce, il colore, i sentieri dello spazio, materico e antimaterico. Tutto questo è presente nelle opere di Milena De Martino. Una sorta di Action painting al contrario che si sviluppa per addizione. Un’astrazione gestuale che unisce l’acrilico alla resina, in una danza gestuale che rende la tela più simile ad una scultura che non a un dipinto.

Un segno nervoso quello di Milena che ricorda i tratti decisi di De Kooning traslando però i visi nevrotici dell’autore statunitense in stelle e vie lattee sconosciute. Un gioco cromatico di colore che porta ad un’ estasi spaziale formata da stoffe e Swarovski.

Tra le pieghe del colore c’è la volontarietà dell’esistere, la forza della gioia creativa che si sprigiona ad ogni passaggio. Un’ arte astratta e concettuale che rimane significazione senza mai completarsi in concetto.

Siamo di fronte ad un viaggio umano e artistico che, Milena Demartino, innova attraverso la ricerca del sé. Che avviene attraverso una forma espressiva classica quanto moderna per modi e tempi.

Le sue opere ci catapultano infatti, in un viaggio personale e infinito che si ricrea nella ricerca dell’ignoto. In quell’aurora sconosciuta, che solo gli artisti sanno creare.

Dott. Christian Humouda

DC806690-47E5-4B3C-9A9F-322B56103C3732CC530E-0D9F-47B1-81FD-57146B3345B177B6E9B1-157F-44C3-AA23-876DB2B61160

26483729-6B29-4FEE-9F88-911DB50EA46FF1BE4AE5-7328-49F1-B99E-C53B824D46BFA1E36A65-549F-492A-84D3-89B3CE9BCD9C8D2674B9-97AB-4D51-A777-9F54B67A86FE

Terra e mare di Liguria – I “paesi” di Maurizio Duranti


Galata Museo del Mare

Saletta dell’arte Calata De Mari, 1 Genova

Dal 17/1 al 16/2 2019

17115811-6dce-4a92-967b-b2a39bf64972

La bellissima cornice della Saletta dell’arte di Galata Museo del Mare ospita la personale di Maurizio Duranti dal titolo: “Terra e Mare di Liguria”. Mostra proposta e curata da Loredana Trestin.

Le opere di Maurizio Duranti sono un viaggio nei luoghi della costruzione. Una percezione che diventa esperienza visiva. La rappresentazione iconica dell’agglomerato come ritratto costruito dalla prospettiva più esterna della sua dimensione complessiva. E’ proprio l’ambiente ad essere assente nella costruzione dell’artista. L’architettura creata dall’uomo viene estrapolata dal contesto e ridisegnata in modo cartesiano attraverso un processo di astrazione riproponendo l’oggetto/soggetto in uno spazio bianco. Il colore diventa un punto forza essenziale nella rappresentazione artistica del mondo che ci circonda.

Valenza insostituibile nella narrazione dei frammenti o unità di un paese. Il rosso timbrico asseconda e segue l’idea gestaltiana di percezione ed esperienza in cui la volontà e la rappresentazione dell’oggetto diventano valenze superiori all’oggetto stesso.

Una rielaborazione paesaggistica quella dell’artista che rompe con la consuetudine propria della figurazione paesaggistica naturale, Duranti riconduce in primo piano l’immagine nella sua forma più primitiva trasferendo idealmente il concetto sulla rappresentazione, che si unisce e si trasforma in emozione negli occhi di chi guarda.

Curatrice mostra: Loredana Trestin

Divulgarti Eventi Ducale: Divulgarti Eventi Ducale

Sito: www.promotrimuseimare.org

Mail: Info@promotorimuseimare.org

Christian Humouda

48ef6127-b921-4cd9-bcc5-24b5181560986e01f85e-6bef-4e9a-b460-3af606cca64226bf67ab-a15b-4cbf-b083-af46ed26c773