Carne, anima e gomma. Intervista a Ophelia Queen


20110510031319-Noise_Nude_Ophelia-60

Hi,
Ophelia Queen calls the creator of a body devoid of belonging, experiences through photography and performance art inspired by the greatest artists born with Body art, such as Marina Abramovic. It follows the valuable combination between the death of the beauty of a body and the force of a queen regnant who is expressed through the movement of the image. His troubled and confrontational cry you amplify before the commodification of “woman” wearing not the status repeatedly belong.

(Ophelia Queen si definisce la creatrice di un corpo privo di appartenza, sperimenta attraverso l’arte fotografica e performativa ispirandosi ai più grandi artisti nati con la Body art, quali Marina Abramovic. Ne deriva il prezioso connubbio tra la morte della bellezza di un corpo e la forza di una Regina regnante che viene espressa attraverso il movimento dell’immagine. Il suo grido tormentato e conflittuale si amplifica dinanzi a la mercificazione della “donna” che indossa ripetutamente status che non le appartengono)

(http://opheliaqueen.tumblr.com/)

 20110510031122-Noise_Nude_Ophelia-45

Benvenuta su Words Social Forum Ophelia!

Come e quando nasce il tuo percorso artistico Ofelia?

Nascita…. non ricordo una data precisa, Amo l’arte dal primo giorno della mia vita, dai tempi dell’asilo di cui conservo ancora i primi progetti artistici. Seriamente mi sono avvicinata all’attività di grafica pubblicitaria intorno ai 15 anni…durante il periodo scolastico. Frequentavo abitualmente Mostre D’arte, e come sfida, pur non avendo scuole artistiche ho iniziato ad esercitare presso uno studio a seguito di un unico colloquio.

Quali autori hanno maggiormente influenzato il tuo modo di creare?

L’influenza è quotidiana, tutto viene assorbito e impresso, qualsiasi suono, immagine, gusto, odore.
In primis mi ero appassionata del Futurismo, Espressionismo e Surrealismo, Amo da sempre Salvador Dalì, Munch, il movimento del Die Brucke , Dix.
A seguire mi sono interessata anche ad altre forme d’arte quali la Body Art e all’arte asiatica cinematografica con annessa la filosofia dello shibari che vede come mia prima fonte Araki e il cinema d’essai.

ribute Saudek 164134_1460056076491_2614062_n plastic life

Una delle artiste contemporanee di spicco della body art è senza dubbio Gina Pane che definiva le sue performance e il suo corpo in questa maniera: “Vivere il proprio corpo vuol dire allo stesso modo scoprire sia la propria debolezza, sia la tragica ed impietosa schiavitù delle proprie manchevolezze, della propria usura e della propria precarietà. Inoltre, questo significa prendere coscienza dei propri fantasmi che non sono nient’altro che il riflesso dei miti creati dalla società… il corpo (la sua gestualità) è una scrittura a tutto tondo, un sistema di segni che rappresentano, che traducono la ricerca infinita dell’Altro.”

Che cos’è per te il corpo?

Attraverso la Body Art ho imparato ad utilizzare ed esprimere attraverso il corpo, apprezzare l’utilizzo del silenzio e delle pause, facendo in modo che il pubblico, orientato sulla frenesia del movimento, riesca a concentrare il proprio essere nel disorientamento del “non fare”.
Ho avuto il piacere di incontrare Franko B, artista in continua evoluzione artistica. La mia mamma artistica è senza dubbio Marina Abramovic.
Il mio corpo è stato vissuto in toto, dalla sua drammaticità e fragilità al desiderio di incisione attraverso anche un solo sguardo. Diventa arma per poter trasmettere e difendere.
Inizialmente schiava dei canoni estetici, ho avuto la presunzione di addomesticarlo in funzione della bellezza. Nudo completamente senza riserve e senza doppi sensi, gli abiti li ho sempre percepiti come una costrizione sociale.

Aktion with Maciej Biberstein www.saatchionline.com/MaciejBiberstein www.saatchionline.com/MaciejBiberstein - Fertility - Milan-Italy Ph © Andrea Minoia

Aktion with Maciej Biberstein http://www.saatchionline.com/MaciejBiberstein   – Fertility – Milan-Italy  Ph © Andrea Minoia

“Dell’erotismo si può dire che è l’approvazione della vita fin dentro alla morte.”
Bataille

Che cosa c’è di concettualmente e visivamente erotico nel tuo modo di esibirti/posare?

Per erotismo intendo qualcosa di più ampio di un corpo nudo, un esserci attraverso l’espressione massima della femminilità (nel mio caso). Ho sempre scelto di essere trasformista e multi personalità, ricerco l’androginia nel gesto e la femminilità in uno sguardo, una mano, un modo di essere che non venga vissuto come volgare. Ma che cos’è la volgarità? Volgarità è amplificare ciò che anche nella quotidianità si allontana da Le Plaisir in senso ampio. Piacere è guardare, osservare ricercare fino al midollo qualcosa che senti tuo e che riscopri. Gioire di un’immagine come di una rappresentazione del corpo.

Qual’è il messaggio che desideri veicolare attraverso le tue performance?

Catturare senza dubbio! Disturbare, fare in modo che l’occhio che guarda non distolga la propria emozione dall’azione.

 tumblr_lckjfvEhjq1qf764yo1_1280

tumblr_lckjfvEhjq1qf764yo2_r1_1280tumblr_lckjfvEhjq1qf764yo4_1280

Hydroponic Woman

Ph©Ph Fabrizio Ceciliani – alias dott.dulcamara

http://dottdulcamara.wordpress.com/

MUA: Ophelia Queen

Resources shortage, atmospheric pollution, food contamination, genetic illnesses…
I have created a superior being able to perfectly adapt himself and to overcome all the environmental limits, able to feed himself only of light and rain water. A perfect being.

L’arte è per te più santa o puttana?

L’Arte oggi purtroppo è spesso vendita, assecondazione, piegamento a 90 gradi!
Accomodare, entrare in una scatola di regole noiose, soffocare, adeguamento.
Artista è colui che non soffre per avere riconoscimenti e gode della propria opera nascosta agli occhi superbi di coloro che ne violano un significato profondo.

La “tua” città Torino, quanto ti ha influenzato nella creazione del tuo essere/esistere?

La mia città è carica di messaggi e poesia. La mia vita qui, anche professionale ha inciso notevolmente sulla libertà ed espressione artistica. Dolori, rabbia, paure sempre in agguato dinanzi a muri irti da persone alienate e omologate.

tumblr_lci5reOPgV1qf764yo3_1280  tumblr_lci5reOPgV1qf764yo7_1280

tumblr_lci5reOPgV1qf764yo6_1280

+ Alma +

(tribute of Santa Sangre)

Performance

Ph:Tiziano Ornaghi

Bondager: Cordine Club

©oncept Ophelia Queen

Quanto è difficile essere “entità libere” nell’Italia di oggi?

Essere liberi è costruire un mondo parallelo a quello che ti disgusta. Non ne farei una questione geografica, pur prediligendo aree più rigorose e ordinate come la Germania o il Giappone. Libero è colui che condizionatamente al sistema trova il coraggio di essere se stesso, anche se questo spesso se non sempre comporta isolamento e derisione.

Tra i tuoi mille interessi troviamo anche le “dolls”, che per tua stessa ammissione nascono per rappresentare temi sociali. Puoi parlarcene più approfonditamente?

Le mie bambole sono da circa una decina d’anni l’involucro dei miei segreti.
Mi sono avvicinata a loro sin da bambina, ma attualmente lavoro principalmente con le Blythe Doll confezionando delle OOAK, letteralmente One Of A Kind, bambole in cui l’artista esprime se stesso e si riserva dal crearne un duplicato. Un modello unico per intenderci.
Le mie Blythe hanno sempre un significato sociale, esaminano in miniatura i disagi e gli eventi che attraversano la vita di una Donna.
Al momento ho creato due collezioni :
“The History Of Humanity”, esaminando gli eventi più importanti che la Storia dell’uomo ha catapultato contro di se. Temi trattati sono stati l’Inquisizione, La pena di morte, la Shoah, il disagio Psichiatrico, la malattia tumorale, e altri ancora.
“Feelings and emotions”, riguarda invece lo studio approfondito delle emozioni primarie e secondarie di Paul Ekman.
Nascono dal mio animo e NON sono commissionate. Non riuscirei mai a creare qualcosa che mi è imposto da altri.
Nascono e vivono con me, le vedo muoversi e animarsi tra le mie mani attraverso un lavoro preciso di scultura e painting associato al lavoro tecnico di impianto dei capelli utilizzando fibre naturali.
Hanno un proprio nome ed una personalità differente l’una dall’altra. In loro creo set specifici immortalati fotograficamente per amplificarne il tema trattato.
Sono la mia attuale passione che mi porterò dentro per il resto della vita.
Alcune di loro hanno trovato una nuova casa altre rimangono con il proprio Geppetto!

12235589_10204355805290339_826029450_o 12244010_10204355805090334_1731211368_n 12236579_10204355804810327_753201751_o 12248499_10204355805570346_21843812_o

Puoi anticiparci qualcosa sui tuoi futuri progetti?

Progetti futuri? Non so nemmeno se sarò in questo mondo domani!

All images and materials are copyright protected and are property to Ophelia Queen

Grazie Ophelia!
Grazie !

My photo link:

http://opheliaqueen.carbonmade.com/

http://www.flickr.com/people/sissixx/

http://opheliaqueen.deviantart.com/

http://www.magazout.com/it/artist-a-z/mo-performers/ophelia-queen.html

http://opheliaqueen.wordpress.com/

http://opheliaqueen.tumblr.com/

My video performance:

http://vimeo.com/66390660

http://vimeo.com/51681615

http://vimeo.com/66401605

Christian Humouda

Da Kirchner a Nolde – Espressionismo tedesco 1905-1913 (Palazzo Ducale – Genova)


L’uomo è una corda tesa tra la bestia e l’uomo nuovo, una corda che attraversa un abisso…
la grandezza dell’uomo sta nel suo essere un ponte, non un fine” F. Nietzsche

Ernst-Ludwig-Kirchner-–-Marzella-1910

  Ernst Ludwig Kirchner “Marcella” – 1910

Il tramonto dell’impressione.

Questa pare essere la speranza presente nelle opere dei post impressionisti tedeschi, che per la prima volta si presentano nella cornice del Palazzo Ducale di Genova.

Una retrospettiva forse limitata nel numero di opere, ma presentata in un percorso grafico e umano che ci svela il triumvirato artistico definito “Die Brucke” (Il ponte).

La mostra copre un periodo storico importante quanto delicato, quello che va dal 1905 al 1913.

I post impressionisti tedeschi infatti, sono definiti come un anello di congiunzione tra due mondi. Uno spazio vitale ed artistico che porta alla fine dell’impressione neo-romantica e apre le porte al realismo dei regimi totalitari.

Un intervallo anagraficamente breve che ha però posto le basi per future quanto importanti influenze non solamente nell’ambito pittorico artistico, ma anche in quello culturale e cinematografico.

Kirkner, autore di spicco del periodo post impressionista modifica il suo stile semplice e deformato, tipico della pittura Fauves, in qualcosa di nuovo. La sua realtà riprodotta in modo non naturalistico ritorna in questo preciso periodo storico con rinnovata ricchezza di tragicità e colore. Le deformazioni dei ritratti, unita ad un particolare uso del colore nella demarcazione degli scorci urbani, altro non è che una linea di divisione tra la vita bucolica e quella cittadina.

Altresì degni di attenzione sono gli schizzi preparatori e le opere di Erich Heckel e Karl-Schmidt-Rottluff emblema massimo dell’abbandono del neo-romanticismo tedesco in favore di un espressionismo evasivo. Uno dei fili conduttori che unisce i tre artisti infatti, è la natura e i suoi colori, spesso vivaci, che vengono riprodotti attraverso una serie di pennellate nervose.

kirchner10-akt

  Ernst Ludwig Kirchner

red-elisabeth-riverbank-berlin-1913

  Ernst Ludwig Kirchner

crucifixion-1912

Erich Nolde “Crocifissione” – 1912

o_st_presse_nolde_Verlorenes_Paradies-630x427

Erich Nolde

12-Nolde_Rote_und_gelbe_Sonnenblumen

Erich Nolde

PECHSTEIN_006m

Erich Heckel

Particolarmente interessante è la ricchissima collezione di xilografie in bianco e nero che unite agli schizzi preparatori ci rendono visibile la matrice originaria della cultura primitivista africana.

Le forme stilizzate ritornano anche nelle illustrazioni a tema patriottico. Qui la “volontà di potenza”, si manifesta nella magnificenza delle alte figure, che alzano il braccio in segno di vittoria. Una anticipazione futurista quanto involontaria della tragedia che da li a poco avrebbe cambiato il mondo 

I venti di guerra e le incomprensioni tra i diversi componenti del gruppo portano allo scioglimento del “Die Brucke” nel 1913.

Ciò che rimane di questi grandi artisti è la loro visione, diversa ed uguale di un mondo in pieno cambiamento, un addio romantico e decadente, come solo i veri addii sanno essere.

Christian Humouda