I consigli di settembre


Dopo le famose impressioni di settembre ci sono i nostri puntuali e immancabili consigli, per un ritorno agli studi – o al lavoro, o alla routine di tutti i giorni – intervallato dalla lettura di qualche nuovo romanzo o saggio. Abbiamo radunato qui qualcosina che potreste leggere durante le vostre pause di lettura, mentre l’estate pian piano fa posto all’autunno. A voi!

Libri

downloadDio di illusioni – Donna Tartt

Questo romanzo della Tartt, che rappresentò il suo esordio a soli ventotto anni, divenne così popolare da diventare un libro di culto per un’intera generazione. La voce disincantata e cinica del narratore ci accompagna attraverso il mondo dorato e incantato dei suoi compagni di college, creature perfette e privilegiate che lo ammaliano con il proprio fascino prima di rivelare l’orribile verità celata sotto la maschera.

Lo studio del greco antico in una classe fuori dal mondo, fra riti bacchici e stravizi, porta il lettore a sognare quello stesso ambiente magico e a rivivere con i suoi protagonisti le fasi rituali dell’estasi dionisiaca. È un romanzo di formazione fuori da ogni schema, imprevedibile e malinconico, con qualche venatura thriller.

frida_01Frida – Herrera Hayden

Il libro indispensabile per chiunque adori Frida Kahlo, o sia intenzionato ad approfondirne la storia. Con uno stile che spazia dalla pura narrativa al romanzo storico, fino al documentario, questo volume ripercorre passo passo tutta la storia di Frida Kahlo raccogliendo testimonianze, foto, passi del suo diario, lettere, pettegolezzi, storie. Dopo la lettura di questo libro chi la conosceva se ne innamora, e chi già la amava la ama ancora di più. È impossibile restare indifferenti alla breve e tormentata vita di questa meravigliosa artista che, fino alla fine, ha amato con tutto il cuore il suo Diego, la sua terra, la sua realtà distorta. Curiosità: questo libro è stato alla base della creazione – e fonte principale di ispirazione – dell’omonimo film con Salma Hayek.

image_bookLo specchio nello specchio – Michael Ende

Una serie di racconti stregati, mistici, un po’ inquietanti, apparentemente scollegati fra loro ma condotti dal filo comune dell’ignoto e della letteratura fantastica come metafora dell’esistenza reale. Michael Ende è uno dei più grandi scrittori di sempre – e per definirlo tale basta leggere La storia infinita – ed è inevitabile sentirsi trascinati in una dimensione parallela dopo poche pagine, e trascinati in un’altra all’inizio di un’altra storia, fino a viaggiare nello spazio e nel tempo in più mondi distopici, angoscianti o dolcissimi. Da leggere tutto d’un fiato o un racconto alla volta, da centellinare come un raro filtro magico.

copL’anima del mondo – James Hillman

In questa lunga conversazione con Silvia Ronchey, James Hillman parla delle inquietudini e delle incoerenze del mondo moderno con la pacatezza e la lucidità che lo hanno sempre caratterizzato. La sua analisi scorre su binari precisi e veloci in una lettura intensa e, al tempo stesso, scorrevole. Nulla viene risparmiato: il terrorismo, le guerre, la crisi economica, la condizione umana, l’anima mundi e, ovviamente, il ‘fare anima’, concetto che si ritrova approfondito ed ampliato nell’ottimo “Il codice dell’anima”. Alla conversazione segue un ottimo saggio di Silvia Ronchey.

Dalla parte delle bambine – Elena Gianini Belotti88-07-88260-9_Gianini Belloti_Dalla parte delle bambine.indd

Una delle cose più comuni che una persona si sente dire fin da piccola è che uomini e donne sono diversi per genetica, perché semplicemente sono due generi differenti, perché è una cosa naturale. Queste, come altre mille scuse, fanno parte di un enorme disegno che copre e nasconde il massiccio condizionamento culturale a cui uomini e donne sono sottoposti fin dalla prima infanzia. Un saggio breve e molto interessante sul condizionamento psicologico e sulla condizione maschile e femminile con interviste, testimonianze, ricordi e riflessioni sulla questione di genere, che non può mancare in nessuna libreria.

copertLa zona morta – Stephen King 

In questo romanzo degli anni ’70 Stephen King racconta, con elementi un po’ horror un po’ thriller che tanto gli si addicono, la storia di un uomo con un potere del tutto unico: vedere il futuro di una persona semplicemente toccandola. Una maledizione che lo perseguita man mano la sua vita va in pezzi: dopo cinque anni di coma a seguito di un incidente Johnny, il protagonista, non ha più niente se non la sua abilità. Riesce a salvare delle vite, collabora con la polizia, riesce a fare del bene; ma resta un dono che non ha mai voluto. Un romanzo vecchio, dalla storia solida, certo forse inusuale come consiglio da parte del nostro sito; ma non si può fare a meno di volerlo rileggere quando si trovano tante affinità fra Greg Stillson, l’orrido e ipocrita candidato alla presidenza degli Stati Uniti, tanto malvagio dentro quanto simpatico all’esterno, amato dalle folle e odiato da Johnny per quello che lo ha visto fare nel suo futuro come presidente – un futuro che Johnny vuole fortemente impedire – e il vero candidato alla presidenza degli USA Donald Trump. Un consiglio a parte: l’omonimo film diretto da Cronenberg, con Christopher Walken come protagonista.

Telefilm

The Night Manager

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Jonathan Pine è un ex soldato dell’esercito britannico che si è rifatto una vita lavorando come direttore d’albergo. Un giorno viene ingaggiato da Angela Burr, un’agente dei servizi segreti, per incastrare Richard Roper, uno spietato uomo d’affari corrotto legato al traffico di armi. Pine cerca di entrare nel mercato nero delle armi e avvicinare così Roper, ma dovrà vedersela con Corkoran, tirapiedi di Roper. A complicare di più le cose sarà l’attrazione tra Pine e la fidanzata di Roper, Jed.
I primi due episodi di The Night Manager sono stati presentati in anteprima alla 66ª edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino. È stata trasmessa nel Regno Unito su BBC One e negli Stati Uniti d’America su AMC. In Italia la miniserie è stata trasmessa da Sky Atlantic dal 20 aprile al 18 maggio 2016.

Outcast

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Nella fittizia cittadina di Rome, nella Virginia Occidentale, Kyle Barnes, dopo una vita tormentata da possessioni demoniache che hanno afflitto lui e i suoi cari, cerca di trascorrere la sua vita alienandosi quanto più possibile dal resto della società. Dopo un incontro fortuito con il reverendo Anderson, un pastore evangelico che aveva tentato di aiutarlo da bambino, questi gli chiede aiuto per un esorcismo da compiere su un bambino con il quale apparentemente non ha legami. Tuttavia, scopre presto di essere direttamente coinvolto in tali nuove manifestazioni soprannaturali, accorgendosi nell’occasione di come il suo sangue abbia un effetto repellente nei confronti del demone. Insieme a Anderson, decide quindi di provare a comprendere cosa si nasconda dietro tali esternazioni demoniache e quale sia il suo ruolo.

Outcast è una serie televisiva horror statunitense che va in onda dal 3 giugno 2016 su Cinemax.
Ideata da Robert Kirkman, che i fan di The Walking Dead conoscono già, è un adattamento dell’omonimo fumetto pubblicato in Italia con il titolo Outcast – Il reietto.

Scream Queens

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Dopo il successo mondiale di Glee e American Horror Story, Ryan Murphy ha deciso di unire gli elementi caratteristici delle sue due creature in un ibrido horror-commedia ambientato in un campus universitario: Scream Queens racconta di efferati omicidi di studentesse uccise da un killer che indossa la maschera di Red Devil, la mascotte dell’università. Nel cast alcune facce note ai fan delle serie firmate da Murphy: Emma Roberts, Lea Michele e Darren Criss, accompagnati da Jamie Lee Curtis, signora dell’horror grazie alla saga di Halloween – La Notte delle Streghe, che ritorna in scena dopo anni, e guest star dal mondo della musica, ovvero Nick Jonas e Ariana Grande. La serie è antologica, come American Horror Story, e, se avrà successo e sarà rinnovata, avrà personaggi e ambientazioni nuovi ogni anno.

Colony

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Carlton Cuse, dopo Lost, ci riprova con la fantascienza: Colony, ambientata in una Los Angeles del futuro occupata dagli alieni, vede infatti Josh Holloway, che sull’isola era Sawyer, impegnato a proteggere la sua famiglia e a resistere contro gli invasori, con cui invece altri hanno deciso di collaborare. Nel cast anche Sarah Wayne Callies, l’odiata Lori di The Walking Dead, che interpreta la moglie di Holloway, con cui ha già lavorato nell’horror Il respiro del diavolo.

La Grande Madre – Palazzo Reale Milano 2015


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Inno a Iside

Perche’ io sono la prima e l’ultima,
Io sono la venerata e la disprezzata,
Io sono la prostituta e la santa,
Io sono la sposa e la vergine,
Io sono la mamma e la figlia,
Io sono le braccia di mia madre,
Io sono la sterile, eppure sono numerosi i miei figli.
Io sono la donna sposata e la nubile,
Io sono colei che da’ la luce e colei che non ha mai procreato,
Io sono la consolazione dei dolori del parto.
Io sono la sposa e lo sposo,
E fu il mio uomo che mi creo’.
Io sono la madre di mio padre,
Io sono la sorella di mio marito,
Ed egli è il mio figliolo respinto.
Rispettatemi sempre,
Poiché io sono la scandalosa e la magnifica.

La splendida cornice milanese di Palazzo Reale ospita “La grande Madre”, una mostra totalmente al femminile ideata e prodotta dalla Fondazione Trussardi.

Lo scopo dell’allestimento è quello di ripercorrere attraverso le 138 opere di artisti nazionali e internazionali, la condizione della donna nel suo ruolo essenziale di genitrice e madre. Le installazioni distribuite nelle trenta sale dedicate, raccontano l’evoluzione storico-culturale della figura femminile nella società di ieri e di oggi. Un percorso ambivalente quanto spesso distorto che esprime attraverso accezioni piuttosto forti il contrasto emozionale tra l’accettazione e la negazione della maternità.

Il percorso tematico proposto dalla mostra porta a suddividere, scandendoli, i diversi periodi storici dell’emancipazione. Gertrude Kasabier e Alice Guy-Blachè artiste a cavallo tra Ottocento e Novecento mostrano attraverso i propri lavori filmici e fotografici la gioia della maternità e l’accettazione più o meno volontaria del proprio ruolo.

Le immagini accompagnano lo sguardo verso “l’Abakan red I” di Magdalena Abakanowicz. Un tessuto rosso dalla forma a cuore che porta al centro una cicatrice evidente, simbolo spartiacque tra passato e futuro.

Un viaggio allo stesso tempo emblematico ed emozionale che si dipana e divide in un percorso tematico creato ad arte per destabilizzare le normali convinzioni e svelare nuove consapevolezze.

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Copyright photo Christian Humouda

Le linee somatiche delle antiche divinità si sovrappongono a quelle delle donne moderne, mentre sullo sfondo appare la terra e i suoi frutti simbolo di fertilità.

L’avvento della ragione, Freud e la sua psicoanalisi si scontrano con le opere modernissime di Lucio Fontana. La rivoluzione femminista degli anni sessanta e la rivendicazione di una più libera sessualità sfocia nel manifesto futurista di Marinetti che definisce la lussuria come: “la ricerca carnale dell’ignoto”. E ancora l’istallazione gigantesca e vivissima di Jeff Koons che si contrappone alla performance di “me and my mother” dell’islandese Ragnar Kjartansson fino ad arrivare alla cerva ferita dipinta da Frida Khalo.

L’unione tra antico e moderno è ancora evidente nel fazzoletto indossato dalle madri di Plaza de Mayo e il muro di Yoko Ono, che vanno a sovrapporre l’emozione di un condiviso quanto diverso ricordo.

E’ questa la grande madre, la dea suprema dispensatrice d’amore e di psicosi, la grande vagina che si storce scandalosa e candida nella parola mamma.

Christian Humouda

Il candore arcaico di Henri Rousseau (Palazzo Ducale – Venezia)


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“Autoritratto – 1893”

La reggia del Doge di Venezia ospita la retrospettiva pittorica di Henri Rousseau. Il doganiere autodidatta e ingenuo che viene ormai considerato universalmente come il precursore dell’arte Naif.

La sua pittura simbolica e ricchissima di colori si mostra fiera e onirica nelle otto sezioni che compongono la mostra veneziana.

Non particolarmente amato dalla critica del suo tempo per il suo stile bidimensionale e semplice, colpisce al cuore invece quella che sarà l’elité intellettuale e pittorica del periodo.

Autori come Apollinaire, Jarry uniti ad altri grandi nomi della pittura del tempo come Cezanne, Carrà, Frida Kahlo, Diego Rivera, Kandiskj, Picasso renderanno Rousseau un artista spartiacque che accompagna la fine della pittura classica e conduce alla nascita della pittura Naif.

La carriera artistica ed umana di Rousseau inizia a Naval, piccola città francese in cui il pittore nasce e muove i primi passi nel mondo. Figlio di una famiglia di estrazione piuttosto modesta non rivela subito grandi attitudini scolastiche e personali, ma il futuro ha in serbo per lui la gloria dei grandi.

Nel 1777 trova lavoro nella città di Parigi come doganiere. Un titolo questo, che lo accompagna fino alla sua morte.

Artista estremo quanto cinicamente ironico nella rappresentazione del mondo che lo circonda, dipinge la sua prima opera nel 1886.

“La sera di Carnevale” contiene già tutti gli elementi che caratterizzano la sua produzione artistica. Sono ben visibili infatti le due figure, appena abbozzate, che vengono sovrastate dagli alberi spogli e dal cielo plumbeo.

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Intervista alla giovane fotografa Mariangela Neve


Se guardo le fotografie di Mariangela Neve, mi viene in mente il biancore della neve per l’appunto, una chiarezza che sbalordisce ed incanta, lei ci parla attraverso la delicatezza…ed eccola nelle pagine di WSF, Buona Lettura!

1914

1914

Come sei arrivata alla fotografia? Quando è entrata in contatto con te?

Ho iniziato a fotografare per un esame che dovevo sostenere all’Accademia di Belle Arti. L’inizio non è stato dei più felici, perché proprio non riuscivo a “vedere”, mi limitavo a fissare/osservare qualcosa e a scattare, scattare e ancora scattare. Non avevo ancora ben chiaro il concetto di fotografia – forse neppure ora ce l’ho – ma pian piano sentivo crescere in me la voglia ed il bisogno di fotografare per fissare un momento o per crearne uno.

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Frida & Diego – Palazzo Ducale 2014 Genova


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Ti chiamerai AUXO-CROMO – colui che attira il colore. Io, CROMOFORO – colei che dà il colore.

Tu sei tutte le combinazioni dei numeri. la vita. Il mio desiderio è capire la linea la forma l’ombra il movimento. Tu riempi e io ricevo.”

F. Kahlo

Genova accoglie per la prima volta le opere di Diego Rivera e Frida Kahlo nella splendida cornice di Palazzo Ducale.

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Prospettive. I fotografi che hanno fatto la storia della fotografia: Omaggio di parole a Tina Modotti


“La fotografia, proprio perché può essere prodotta solo nel presente e perché si basa su ciò che esiste oggettivamente davanti alla macchina fotografica, rappresenta il medium più soddisfacente per registrare con obiettività la vita in tutti i suoi aspetti ed è da questo che deriva il suo valore di documento. Se a questo si aggiungono sensibilità e intelligenza e, soprattutto, un’idea chiara sul ruolo che dovrebbe avere nel campo dello sviluppo storico, credo che il risultato sia qualcosa che merita un posto nella produzione sociale, a cui tutti noi dovremmo contribuire”.

Tina Modotti

tina per rita pacilio

Tornando a casa mia

Ho infilato i piedi nella borsetta mentre una parte
di scontentezza ha fatto comunella
con le gobbe delle strade

e con la lingua dei formichieri
dove il tuo bel muso ha trattenuto
un po’ di asfalto nero e il malumore del mio corpo.

Una scena di posa messa sdraiata
sul piano inclinato dove nessuno ci stava dentro.
La felicità non capisce niente delle dee incollate

alla mia sottana. A volte si esprimono in forma
appartata, di lato mi sbavagliano le mode addosso
poi si trascinano contuse nella notte pesante

a gesti energici. Sanno di sbroglio innamorato.
Non ho potuto fare a meno di essere un’altra.

Rita Pacilio (inedito per WSF)

carmen morisi - tina

‘ una fotografa e niente di più’

niente di più senza mezze misure in bianco e nero tutto l’eccesso
nelle sfumature nuda della fragilità che scopre il mondo ancora gridi Tina
assetata di oceani e mani le braccia sole le tue braccia bianche a baciare il pane
quanti bocconi amari quanta passione spogliata e rivestita
rivestita e nuda eri bellissima il tuo seno in seno al mondo
cosa cercavi Tina cosa volevi

una musica tua e una valigia dentro per primi gli ultimi
non esiste poesia che arrivi a tanto dentro agli occhi quando li chiudi
posano foto sgrammaticate nel linguaggio di un istante la tua scrittura mossa
ancora cerca ancora implora uomini e cose
tu che guardavi fiori e amori con lo stesso ardore hai capovolto il cerchio
ed il tuo seno in seno al mondo sapevi troppo sì vedevi troppo

quanti spaventi Tina e mai paura quanta dolcezza in corpo
quanti abbandoni – la terra i sensi gli uomini e poi scordasti te
ai bordi fuori campo nel disincanto fino allo sbando senza cornice
senza una lira la vita ti trova sotto falso nome ammutolita
nell’est tradito ancora affoga la libertà inzuppata a sangue e carne
delle rose le tue rose

niente ritocchi Tina niente trucchi quante bugie negli occhi fieri
non c’è etichetta che si incolli e ancora gridi lotta ancora dici al popolo
di falce e di martello la libertà e il sapore di un sogno guadagnato
a colpi di reni la tua sconfitta nella nostra storia rinnegata
ti sei scoppiata dentro ed eri sola senza resurrezione nessuna salvazione
che le immagini non cambiano il mondo e neanche le parole

lasciare andare dimenticare di nascosto ciò che è stato a cielo aperto
cosa volevi Tina cosa cercavi tu che chiamavi mestiere un’arte
avvelenata di bellezza mai ostentata spogliata e rivestita
rivestita e nuda mi scoppi dentro il quotidiano sdegno
non è tempo di ideali riscaldati sulla brace urla la tua sete
nella stessa fiamma portiamo il fuoco addosso

Carmen Morisi (inedito per WSF)

francesca ferrari

Four roses for Tina

Di quattro rose
romantiche non specchi
che uno sfiorire
di natura accalcata in una folla
di petali legati per un filo
di tempo alla corolla.

Hai lasciato la nuance del rosa cipria
al film muto del venti
per urlare dall’occhio
la tua rivoluzione.

Forse le quattro
rose già ti parlavano
del tuo sfiorire presto del tuo vivere in eterno
sulla bocca di Frida
dopo l’arresto al cuore.

Forse le quattro
rose sono le rose
che ti portò poi Pablo
sono il sombrero
la pannocchia la falce
che diedero la luce al tuo contrario

Francesca Ferrari (inedito per WSF)

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come un paese di carne mi sono stesa per darti forma
mi addormento nel parlarti e fraintendere il silenzio

con questo puntare alla vita in più

tramando per avere una casa dove appoggiare questo

cielo azzurrato nel cuore del mio inverno

 

Antonella Taravella

roberto matarazzo

Omaggio di Roberto Matarazzo al libro di Letizia Argenteri su Tina Modotti

 

Le favole moderne di Elisa Anfuso


Le sue opere le ho scoperte attraverso l’ultima uscita della rivista de “Le voci della Luna”, sono decisamente opere affascinanti – oniriche, delle favole moderne ma non sempre a lieto fine anche perché a volte risultano drammatiche.

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Come nasce l’arte in Elisa Anfuso?

Fatico a trovare un inizio, non ho aneddoti particolari sulla prima volta che ho tenuto in mano una matita nè ricordi di un momento rivelatore. E’ stato un percorso naturale che è nato quando sono nata io. E’ stata una necessità, una coscienza sempre più vivida, un croce e delizia inscindibile da tutto il resto. Ne ho avuto molta cura, sempre. E poi, già alle elementari ero la bambina coi quaderni più colorati di tutti. Per me illustrare il racconto, dopo il dettato, non era facoltativo, era naturale e indispensabile!

Attenta al lupo

Attenta al lupo

Ti definiscono una “Cantastorie su tela”. Quanto ti senti tale? E a quali favole sei legata?

Mi piace dare forma di storie alle mie visioni. E mi piace raccontarle. Le fiabe parlano un linguaggio simbolico ed evocativo, sono un prezioso strumento di indagine psicologica, raccontano il mondo con quell’incanto che tutto rende plausibile. Una di quelle alle quali sono maggiormente legata è Cappuccetto Rosso, cui ho voluto rendere un personale omaggio in una delle mie opere (Attenta al lupo, 2013). La fiaba ricorre a precisi simbolismi circa la maturità sessuale imminente della bambina (il rosso del mantello) e i relativi pericoli a questo collegati (il bosco simboleggia il mondo esterno coi suoi pericoli, rappresentati per eccellenza dal lupo, notoriamente famelico). Io, cappuccetto rosso, l’ho vista così. Nuda (ma con ancora indosso un collant da bambina) e cieca (cieca innanzi al travestimento del lupo). Sul fondo, nel mio bosco, non c’è la casetta della nonna ma una chiesa. Ci sono molti lupi dentro le chiese, al giorno d’oggi.

Destinazione Paradiso

Destinazione Paradiso

 

Il cielo copre, la terra sostiene

Il cielo copre, la terra sostiene

Tutto nella tua pittura riporta legami con il simbolismo, quel bisogno di creare, sì, un mondo fiabesco, ma anche di avere uno stretto legame con il terrore, parlami delle tue influenze artistiche.

Tutta la corrente simbolista mi ha sempre profondamente affascinata. E’ la forza arcaica del simbolo, che ha il potere straordinario di congiungere e continuamente rimandare ad un altrove e, incurante delle contraddizioni, gioca sull’ambivalenza. Ma si sono espressi per simboli anche artisti cronologicamente lontani dal simbolismo storicizzato, da Piero della Francesca a Frida Kahlo. E’ dal potere evocativo del simbolo che nasce l’inquietudine.

Elogio alle eroiche resistenze

Elogio alle eroiche resistenze

 

Pensierino sull'oggetto e sulle sue pulsioni

Pensierino sull’oggetto e sulle sue pulsioni

L’arte come la poesia è un’urgenza – bisogno, reputi la pittura la tua via di fuga?

No, nessuna via di fuga. Io non voglio scappare, vorrei permearmi di realtà e comprenderla e non sentirmi straniera. È questa l’urgenza. E la pittura è il mio modo di esserci, di interrogarmi, di pensarmi e pensare il mondo. Mi offre una chiave di lettura, un percorso alternativo e più intimo e, soprattutto, dà voce alle mie più profonde inquietudini.

La terza tentazione

La terza tentazione

 

Moscacieca

Moscacieca

Come vedi l’arte nel futuro di questo paese?

L’Italia è stata la culla di momenti storico-culturali di una grandiosità ed una rilevanza senza eguali. Per molti anni ho pensato che oggi, troppo intenti a godere ancora di tanta trascorsa magnificenza, rischiassimo di non prestare la dovuta attenzione al presente. Oggi, purtroppo, sembra che si stia perdendo persino il riguardo verso quel passato di cui siamo tanto orgogliosi, per cui davvero, non so cosa aspettarmi dal futuro. Ma vedo e sento un fermento importante, vedo e sento idee, urgenze ed ambizioni, singole e collettive che potrebbero fare la differenza. E non posso fare a meno di crederci.

Wonderland is gone

Wonderland is gone

Eventi futuri?

Ad Aprile sarò in all’ Artexpo di New York. Per le mie opere sarà la prima volta oltreoceano e sarà interessante vedere che tipo di riscontro avrà il mio lavoro in un contesto nuovo. Ogni momento di confronto porta sempre stimoli affascinanti. Adesso sto lavorando ad una nuova serie, “La caduta di Eva”, in vista delle prossime personali, a Regensburg e a Vienna.

Un grazie di cuore a questa giovane artista!

Elisa Anfuso: http://www.elisaanfuso.com/