Springart


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La rinascita dell’arte e delle piante. Il rosso e il marrone dell’autunno che lascia spazio ai colori accesi del verde e del giallo. La mostra collettiva Springart promossa dall’Associazione Culturale Divulgarti e curata da Loredana Trestin all’interno di Palazzo Saluzzo a Genova, è un inno ai colori alle immagini e alle sagome. Un percorso inconsueto di opere pittoriche e digitali che creano emozioni contrastanti.

La mostra si apre con l’opera pop di Nicoletta Calvo. Un primo piano colorato e geometrico che irrompe nello sguardo dello spettatore ricordando le forme allungate e precise di Modigliani. Figure femminili forti che attraverso lo sguardo seminascosto raccontano l’emozione del loro vissuto interiore e personale.

Il pittore Graziano Ciacchini presenta invece un trittico di tele raffiguranti paesaggi esitenziali composti da colori netti e definiti, quasi surrealistici nella sostanza, che seguono un loro personalissimo percorso lunare. Lo scenario pare aprirsi e immediatamente richiudersi su se stesso, lasciando trasparire l’emozione dell’attimo. La velocità del momento che si delinea attraverso una forma espressiva nuova, protesa verso il futuro, che pare concludersi nella percezione cognitiva dell’esistere. In una moltiplicazione diseguale dell’io che, come in un ciclo lunare, porta con sé l’emozione del giorno.

Le illustrazioni di Alessia Ferro pongono al centro dello spazio visivo un’immagine di donna nella sua nuda corporeità. Qui il corpo diventa protagonista assoluto della scena formando una sagoma che pare distaccarsi dal piano d’osservazione evidenziandone il movimento sinuoso. Un disegno digitale il suo che diventa ben presto emblema di rinascita di un mondo femminile sempre più offeso dalle brutture del mondo.

I Mandala di Elisa Galante, giovane artista torinese prendono vita attraverso la tecnica puntinista e vengono eseguiti senza alcuno studio preparatorio. Le linee tonde che paiono allontanarsi dal centro del disegno si staccano dal piano per riformulare uno spazio meditatorio di comunicazione tra l’uomo e la divinità.

Greta Gurizzan propone una serie di immagini bucoliche di forte impatto. Un insieme di linee che si trasformano in emozioni nascoste, segrete. Momenti di vissuto che riflettono la luce del suo mondo personale e affettivo.

Ritorna con un’opera singola Oretti Della Volta che riporta in mostra le sue Città bruciate, composte da materiale di riciclo e fiamme.

Giordana Verzilli attraverso la sua opera inneggia alla vita in modo quasi haringhiano, figure rotonde e geometriche danzano ricoperte di colori primari fulgidi che rimangono negli occhi.

Mariagrazia Zanetti con il suo quadro astratto lascia allo spettatore il compito di districarsi nella fitta costruzione simile a quella di un alveare. Pennellate decise che creano forme geomeriche e linee primaverili e delicate. Un’ opera concettuale e interessante che si dipana davanti ai nostri occhi come un baluginio di primavera.

Anche Alexandra Zanni riprende con il suo astrattismo lucido un dipinto importante per contenuti e dimensioni. Qui l’emozione creata dall’attimo si dipana con dolcezza creando una sensazione di rumorosa solitudine.

Dott. Christian Humouda

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Onde di vita Mu.ma Galata museo del mare dal 1 al 23 marzo 2019


Il mare e la sua forza espressiva. L’onda e la sua forza naturale, dispensatrice di vita e di morte. “Onde di vita” è il titolo della mostra che Loredana Trestin propone al Mu. Ma Museo del Mare di Genova. Un viaggio che coglie le due anime dello stesso elemento, l’acqua.

Un percorso tra figurazione paesaggistica e figure astratte. Una mostra innovativa che si trasforma e diventa interattiva con la video installazione dell’artista cinese ZHU Yaning. Un punto di fusione tra l’antico e il moderno in una panacea di opere figurative che si tramutano e si astraggono in altrettante linee di colore.

Possiamo osservare le linee post impressioniste di Gianmarco Crovetto e i colori della Liguria, in un susseguirsi di pennellate decise che nascono da una visione del mondo filtrata dagli occhi dell’autore. Una riproduzione di mondi reali e immaginifici che ci accompagna verso le costruzioni a picco sul mare di Letizia Gregni strutture che si confondono con il contesto, in una strana danza dettata dal movimento pittorico. Si passa poi, ai rilievi e ai colori delle coste deserte di Maristella Laricchia, una commistione di toni che sfumano dal blu al verde. La tonalità blu scuro ritorna sulla tela di Michela Magnani che mostra le profondità più oscure e profonde del mare e dell’animo umano.

Mario Pascali invece, riproduce un mare increspato, ricreando le rifrazioni quasi illuministe della luce e del mare. Le onde si increspano fino a disegnare nuove linee e colori. Daniela Rombo raffigura un mare in tempesta, con linee quasi post-impressioniste che danno all’osservatore la capacità di cogliere l’emozione di una burrasca .

La mostra però, si astrae con nuove voci di artisti che utilizzano l’elemento acqua per ricreare altro. Acquasculture propone una serie di soggetti assolutamente innovativi. Quella che i due artisti (Andrea Amorusi e Simone Giorli) sottopongono alla nostra visione sono delle vere e proprie sculture create dal movimento e immortalate con l’ausilio fotografico. Qui è la sostanza che attraverso il movimento assume forme quasi naturalistiche in un susseguirsi di sagome e colori mai visti.

Il movimento è presente anche della pittura di Sofia Ancillotti. Un’opera astratta che unisce pennellate decise a linee più sottili in una miscela mai banale che colpisce per qualità e tecnica.

L’ing. Carlo Busetti mostra una delle sue opere digitali, ricche di colori ben calibrati e simbolismi che ricordano l’arte di Mirò.

Anna Maria Ferrari propone un’opera duale di purezza e forza che si raffigura con il rosso del fuoco e la delicatezza del petalo che richiama la spensieratezza dell’infanzia.

Menzione d’onore a Fiamma D’Auria che nella sua opera unisce la forza primitiva dell’ onda marina ad un corpo umano che viene ritratto coperto dai flutti. Un’ opera attuale che mostra come la dualità del mare. Una bellezza da osservare, ma anche nemico da sconfiggere per coloro che anelano ad una terra promessa sempre più difficile da raggiungere Una scala di grigi che coprono il viso della figura e si distendono, dilatandosi, verso il corpo.

Beppe Saccomani presenta un’ opera particolare e interessante che ricorda la riproduzione post impresionista di una città osservata attraverso l’occhio storto di un grandangolo. Pennellate tratteggiate danno vista ad un’esperienza visiva nuova e innovativa per contenuti. Il quadro di Renzo Sbolci frammentato e diretto ricrea linee e colori che ricordano l’astrattismo geometrico kandiskiano in una connubio di linee e angoli che creano emozioni contrastanti. L’opera immaterica di Martina Tamberi gioca sulla luce prodotta dalle cromie del colore in una miscela che riproduce il senso del movimento attraverso l’uso del materiale pittorico.

Ultima non per ordine d’importanza è l’opera di ZHU Yaning che attraverso una video installazione riproduce e contrasta gli elementi ciclici della natura in un susseguirsi emozionale carico di pathos.

Dott. Christian Humouda

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Il sogno a mani aperte di Emilio Cupolo dal 5 marzo al 19 marzo 2019 Palazzo Ducale


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Da Arturo Martini a Emilio Cupolo è il titolo della mostra curata da Loredana Trestin per Divulgarti.

La scultura minimale di Martini  si scontra con le tele di grandi dimensioni dell’artista genovese. Un incontro di significazioni che si susseguono passo dopo passo nella narrazione presentata da Loredana Trestin. Una serie d’immagini familiari, spaccati di vita che ricordano da vicino il percorso biblico della famiglia tradizionale. I dipinti fatta eccezione per due grosse tele immateriche di colore rosso e azzurro, presentano linee essenziali che accolgono limitandone la visione della profondità, figure bidimensionali che si accostano le une alle altre in uno strano abbraccio. Una pittura Fauve, diretta, violenta, bestiale nel suo susseguirsi. La belva qui è il colore che si dipana sulle tele, cercando una sua dimensione di esistere.

Immagini familiari che si esprimono dentro a spazi ristretti che inneggiano alla vita e alla morte di un’ illusione. Una luce di fede che apre all’uguaglianza e al bene e colpisce per intensità e forma. Essenziale come un ricordo, un passaggio, un incontro, che a volte si dimentica.

Dott. Christian Humouda

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La visione attraverso il pensiero


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Nella splendida cornice del CAD, Creativity Art Design di Palazzo Salluzzo, è possibile visitare la mostra “La visione attraverso il pensiero”, curata e promossa da Loredana Trestin per Divulgarti.

Una visione quantistica che frammenta le differenti visioni degli artisti presenti particellarizzando la concezione visiva in un’insieme di immagini che passano dalla fotografia all’illustrazione, dall’astratto all’antimaterico, fino a concludersi con lo scultoreo. Le tre teste di donna proposte da Carola Castagna colpiscono l’attezione per l’espressività del loro volto e la delicatezza dei lineamenti. Guardarle ci permette quasi di sentire la loro voce e di capire dai loro copricapi la diversa estrazione. Un inno questo, che rimanda a future integrazioni, in un messaggio di auspicio verso un futuro sempre più comunitario. Seguono i disegni di Elisa De Cesari, giovane illustratrice dal tratto quasi fiabesco, che ricrea raccontandola la storia del mondo, l’emozione del ricordo che passa attraverso l’archivio storiografico della rievocazione che si trasforma in commozione per coloro che la guardano. Uno spazio è dedicato alla fotografia con la spendida opera di Pierangela Aquilina. Un cielo creato a frame successivi, dalle diverse gradazioni di blu a cui si contrappongono i colori caldi di Maria Isopo. Un’ opera quasi rorschachiana la sua che pone al centro del la sua opera l’immagine della sezione di un vulcano. Una particellizzazione del fuoco che esplode in una frammentazione di rosso. Una commistione di grafica e scientificità che punta all’immedesimazione diretta dell’opera.

Con Elena Mazzone ritorniamo nella grafica dell’arte con tre visi di donne. Che rappresentano uno stato d’animo figurativo composto da una base astratta su cui viene disegnato successivamente il viso femminile, solitario, trasognante, ma mai banale.

Chiara Monaco gioca con due opere esposte che appaiono simili nella forma ma diverse nella sostanza. Due dipinti che uniscono l’astratto al geometrico. Una dualità tra terra e cielo. La forza terrena che è alla base dell’opera e l’astrazione verso l’alto che compone una serie di forme quasi acquose in cui perdersi.

Le tele di Alberto Mussi si concretizzano con pennellate ricche di colore, che si muovono attraverso una vera e propria esplosione di tinte proprie dell’espressionismo astratto. Un mondo interiore, che si ricrea in un viaggio personalissimo ed elaborabile attraverso la nostra intimità.

Le quattro opere di Giacomo Ponzi ci permettono di osservare uno sketch multicolore che dà vita a immagini e figure che colpiscono per l’immediatezza e la cura della rappresentazione. Ultima artista non per ordine d’importanza è Giulia Previtali, che con la sua opera vuole ridefinire, mostrandoli, i confini della memoria. I materiali sono di diversa forma e consistenza. Una carta fatta a mano che s’intrreccia alla tela con un filo è la rappresentazione dell’unione di più elementi che si sovrappongono l’uno sull’altro, come una serie di esperienze che una volta vissute continuano a rimanere nella nostra mente.

Dott. Christian Humouda

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L’equazione mistica di Vincenzo Gualano


 

Da venerdì 1 a venerdì 15 febbraio 2019, presso Divulgarti a Palazzo Ducale di Genova (piazza Matteotti, 9)

Siamo fatti anche noi della materia di cui son fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra breve vita.”

Co le parole di Shakespeare possiamo aprire la personale di Vincenzo Gualano, giovane artista che nella splendida cornice del cortile maggiore di Palazzo Ducale espone la sua prima personale curata da Loredana Trestin per Divulgarti.

Una tecnica innovativa la sua, che nonostante cerchi di mescolare un astrattismo concettuale a un surrealismo onirico non dimentica i canoni di una pittura classica seppur nella sua ipermodernità più oggettiva.

Nelle opere di Gualano si evidenzia l’evoluzione matematico stilistica di un giovane artista nella ricerca continua di un sé indefinito. Qui l’arte si trasla, si mescola e sottostà a delle barriere concettuali volutamente rigide che nel loro divenire non si sottraggono alla fluidità di nuove forme creative di “figure umanoidi” nell’atto umanissimo di due entità che si toccano, si baciano e vivono tra le pieghe di una stoffa colorata. Linee curve, simboli matematici ed equazioni contemplative s’imprimono radicalmente sulle tele scivolando e perdendosi in una nuova concezione di figurativo. dove la recherche du temp perdu si unisce a quella della gravità.

Una riscoperta del vecchio per trovarci del nuovo”, uno spaccato del passato personale e artistico dell’autore che s’imprime sulla tela prima e sulla stoffa poi, in un abbraccio commovente.

Christian Humouda

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Terra e mare di Liguria – I “paesi” di Maurizio Duranti


Galata Museo del Mare

Saletta dell’arte Calata De Mari, 1 Genova

Dal 17/1 al 16/2 2019

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La bellissima cornice della Saletta dell’arte di Galata Museo del Mare ospita la personale di Maurizio Duranti dal titolo: “Terra e Mare di Liguria”. Mostra proposta e curata da Loredana Trestin.

Le opere di Maurizio Duranti sono un viaggio nei luoghi della costruzione. Una percezione che diventa esperienza visiva. La rappresentazione iconica dell’agglomerato come ritratto costruito dalla prospettiva più esterna della sua dimensione complessiva. E’ proprio l’ambiente ad essere assente nella costruzione dell’artista. L’architettura creata dall’uomo viene estrapolata dal contesto e ridisegnata in modo cartesiano attraverso un processo di astrazione riproponendo l’oggetto/soggetto in uno spazio bianco. Il colore diventa un punto forza essenziale nella rappresentazione artistica del mondo che ci circonda.

Valenza insostituibile nella narrazione dei frammenti o unità di un paese. Il rosso timbrico asseconda e segue l’idea gestaltiana di percezione ed esperienza in cui la volontà e la rappresentazione dell’oggetto diventano valenze superiori all’oggetto stesso.

Una rielaborazione paesaggistica quella dell’artista che rompe con la consuetudine propria della figurazione paesaggistica naturale, Duranti riconduce in primo piano l’immagine nella sua forma più primitiva trasferendo idealmente il concetto sulla rappresentazione, che si unisce e si trasforma in emozione negli occhi di chi guarda.

Curatrice mostra: Loredana Trestin

Divulgarti Eventi Ducale: Divulgarti Eventi Ducale

Sito: www.promotrimuseimare.org

Mail: Info@promotorimuseimare.org

Christian Humouda

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Ricordati di me


Mostra d’Arte Contemporanea

CAD-Centro Art Design Palazzo Salluzzo

Via Chiabrera 7/2

Dal 17 al 31 gennaio 2019

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Tredici artisti, tredici voci differenti tra loro per tecnica e contenuti si mostrano nelle sale genovesi del Cad, Creativity Art design di Palazzo Saluzzo.

La mostra curata da Loredana Trestin è un viaggio che si dipana tra arti figurative e astratte  lasciando dietro di sé una traccia visiva e nemonica di difficile cancellazione.

Sono le opere questa volta a parlare, in un percorso che unisce l’astrattismo all’action painting.  Un percorso mai banale di educazione emozionale.

Sono le atmosfere a regnare sovrane, la rappresentazione del momento impresso su tela che diventa movimento e raffigurazione di un’esperienza che viene vissuta e rielaborata dagli occhi di chi guarda.

Le scelte cromatiche sono create per evidenziare e dettagliare le ambientazioni lasciando lo spettatore frastornato a fine visione.

Il concetto stesso di tempo e attimo che  trascendendo nella sfera della fantasia dona una nuova forma espressiva e di comunicazione. Un messaggio che attraverso forma e colore veicola  all’emozione dell’attimo.

Tredici artisti, tredici nuovi talenti di cui è doveroso ricordare il nome, Lorenzo Bottari, Natascia Finocchiaro, Maurino Giovanni Gargano, Vincenzo Gualano, Thomas Lanzi, Sara Leccese, Pasquale Mansi, Marco Marciani, Raffaele Mattera,Lara Motterlini, Silvia Paci, Andrea Vandoni, Francesco Zampieri. Tredici voci diverse tra loro che si uniscono in un coro di rara bellezza.

Christian Humouda

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