Inediti di Ilaria Pamio: – Assolo per Joel-Peter Witkin


cammina

CAMMINA CAMMINA

“Cammina cammina
sciocca bambina imbellettata
col girello d’acciaio fiorito
e il pizzo consunto.
Non li vedi?
Tutt’intorno a te
ridono, sbellicandosi a terra
e anche il pittore s’è fermato.
L’unico è un uomo
immobile sull’uscio
non parla, pensa:
sì, ma chissà a che cosa”

(lila Ria, 16 ottobre 2016)

*

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IL CAPPELLO

“Andai al matrimonio
col mio cappello migliore.
Tutti mi guardavano
la pelle dai fianchi
strabordava.
Indossavo le mie calze
d’acciaio fino
e, sebbene avessi scordato lo smalto,
me ne fregavo!
Avevo pur sempre una cosa
per cui tutti m’invidiavano:
il mio bellissimo cappello”

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Contest: I racconti della Mezzanotte – I° Edizione – Ilaria Pamio – “Cristo Nero”


contest

CRISTO NERO di Ilaria Pamio

C’era una volta…
in un paesino piuttosto lontano, una casetta piccola piccola con un grande portone di legno di rovere.
Le strade di questo paese erano tutte ciottolose e, tra le duecentocinquanta anime che lo abitavano, c’eravamo io e mia sorella.
Di giorno facevamo quello che fanno tutti i bambini: andavamo a scuola. In aula eravamo in venticinque e c’era un’unica classe elementare. Il pomeriggio giocavamo con altri bambini del vicinato, o talvolta, noi due soli.
La nostra maestra odorava di vecchia minestra. La pelle libera da trucco, vestiva con colori sciatti e quando raccoglieva i capelli in uno chignon, le si intravedeva un’unica ciocca grigia.
I bambini della classe avevano età differenti e, in base a quella, a fine mattinata ci venivano assegnati i compiti.
La mamma odorava sempre di sapone. Aveva i capelli lunghi, che spesso legava, perché le avrebbero dato fastidio se le fossero passati davanti agli occhi mentre cuciva. Faceva riparazioni per la nostra piccola comunità. Nostro padre aveva l’hobby per il legno. Preparava mobili e, di tanto in tanto, piccoli oggetti da mettere in casa.
Mio padre e mia madre si erano conosciuti in chiesa, ai tempi delle elementari. La mamma scostava di poco il foulard che teneva sulla testa, e girava lo sguardo verso la panca dei bambini, dove il papà le rimandava occhiatine complici. Si erano sposati senza nemmeno conoscere il calore dei loro corpi, pochi anni prima di essere maggiorenni.
L’alito del papà mi avvolgeva la testa mentre mi spingeva sull’altalena. Maria invece ne aveva la nausea quando le dava il bacio della buona notte.

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Prospettive: Omaggio di parole a Jaya Suberg


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Jaya Suberg è una nata a Copenaghen nel 1956. Dal 1980 vive e lavora a Berlino, una città la cui vitalità e diversità hanno aiutato a trovare ispirazione per le sue creazioni. Jaya ricrea le sue foto digitali attraverso la pittura o disegno stampato o collages, dando così un’espressione più profonda.

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Prospettive. Omaggio di parole ad Helmut Newton


Helmut Newton

Helmut Newton è certamente uno dei più grandi fotografi del Novecento, per questo le sue inimitabili foto di moda, così come i nudi e i ritratti continuano ad essere esposti ancora oggi.
Helmut Newton, pseudonimo di Helmut Neustädter (Berlino, 31 ottobre 1920 – West Hollywood, 23 gennaio 2004), un fotografo di moda tedesco, naturalizzato australiano, famoso in particolare per i suoi studi sul nudo femminile.

DI SPALLE di Massimo Botturi

Si, mia cara, voltata e pensierosa
sei la magnolia glabra
l’ombra del sasso che uscì da terra e pose
le sue rotondità contro il cielo.
Qui, di spalle, più flebile respiro ti ascolto
come un pesce
sul fondo di una barca in ritorno
quasi cieca, quasi agonia del lusso d’amare
quasi rosa.
Amore caro
di spalle sei la nuda follia degli aviatori
che toccano col piede la notte
e dopo il mare; uscendo di carlinga
col vizio dei divini
degli angeli terreni e inconclusi.
Si, di spalle
sei la caciara grande e il silenzio, una partita
di dadi, morra e dopo destino.
Vieni dunque
come l’arcano e il seme nascosto
vieni in erba, in mille e poi cinquanta e più rivoli
fai l’acqua
e poi fai anche il vino di Cana. Fai peccati
tenendomi su te come l’argano dei porti
l’uccello dell’inverno che strozza, un partigiano
col fazzoletto rosso sul collo.
Vieni e siedi
perché di spalle sei cosa semplice, improvvisa
come una nevicata in pianura
l’eco azzurro, di ciò che cade e poi si rialza;
sei spuntata
come un errore mai da correggere
petrolio, un verde di marcite e di voglia di scappare.
Sei piede ligneo e gran scalatore
l’osso cavo, di certe provvigioni magrissime
sei cane
airone bianco di tangenziale
e altro ancora.

***

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Inediti di Ilaria Pamio – assolo per Tina Modotti


Immagine

IL LETTO

“Il letto con le coperte arricciate
nella fretta della mattina attardata
e i mollettoni, le forcine
tenute in testa la notte
per rimanere bellissima
agli occhi di lui
e le lenzuola
che ne raccolgono ancora l’odore”

tina-modotti-articolo

LASCIATEMI

“Lasciatemi!
Stanca, su questo pavimento invecchiato
che stasera non ho mani per scrivere
e occhi cuciti per vedere.
Il ventre è vuoto,
la bocca arida
non mi resta che una spalla forte
sulla quale dormire”

TinaModotti-Burattinaio

LèGAMI

“Lègami!
Questi polsi inutili
cingendoli con le mie stesse creazioni.
Mi sono rotto
dentro, dei miei burattini
che oramai nessuno si fila gli spettacoli,
tutti rinco-gli-o-niti
con il proprio smart phone tra le mani.
Bloccami il sangue nelle vene,
non voglio più sentire.
Dammi la Pace, non voglio legàmi”

piedi

PIEDI

“Loro sì che sanno
cosa sia guadagnarsi la vita.
Stanchi, denutriti e vestiti di scarpe
vecchie e smangiate.
E tu, lamentati pure
, se vuoi, ma ricordati
quelle mani affrante
degne di onore.”

type

THE TYPEWRITER

“La notte insonne
trascorsa a battere sui tasti
le lettere in sincrono
col tic tac dell’orologio a pendolo
la rabbia scaraventata su un foglio
che il giorno dopo avrebbe affisso al muro
in nome della libertà”

piccola

VIRGINIA

(dedicata a Paola e alla piccola Virginia)

“La sua bocca succhiava ancora
da lei il latte materno
e il suo corpo si sentiva esausto
prosciugato da ogni forza.
E poi la guardava
con gli occhioni sorridenti nella notte
la manina le strizzava il seno
come a voler fare un po’ da sé.”

Inediti di Ilaria Pamio per WSF e per Tina Modotti

lila

Biografia:

Sono una che ama scrivere. La scrittura mi ha permesso di buttare sulla carta tutte le cose che mi facevano/fanno male e mi ha resa più serena. Ho visto pubblicati alcuni miei scritti
2004: racconto “Too soon for being an angel” – con-1000 storie (con lo pseudonimo “lunatica”)
2007: racconto/leggenda metropolitana “Luce”- rivista on line Prospektiva
2007: poesia “Amore friabile” –Kimerik (con lo pseudonimo “ilariathequeen”)
2008: poesia “Uscita d’emergenza” – antologia “Voci dell’anima” premio internazionale Il Molinello
2009: poesia “zerosette II zerosette”-antologia “Voci nuove” premio internazionale Il molinello
2009: poesia “Pezzi di me” – seconda classificata “PREMIO GIOVANE HOLDEN”
2010: vincitrice “PREMIO LOGOS V EDIZIONE” con la poesia “visioni da una fotografia #2”] (con lo pseudonimo Viola Rossi)
2010: racconto “nel Nome del Padre” – rivista Youthless Fanzine
2011: poesia “La Speranza / di Sara”-antologia “PREMIO GIOVANE HOLDEN EDIZIONI” 2011: poesia “Requiem” – antologia “premio VILLA TORLONIA” Giulio Perrone Edit.
2013: vincitrice “sezione poesia under 35” per Subway Letteratura con “Mais”
2013: aforisma per “l’Erudita agenda 2014” della Giulio Perrone
2013: terza classificata al contest letterario “una stanza tutta per me” della Leconte Editore

Dal Luglio 2010 all’Ottobre 2013 ho collaborato con la rivista VIVAMAG! di Varese. Ho collaborato anche con “GlimpseZine” con tre mie poesie e nel 2013 con “Versante ripido”.

Restano inedite, tre raccolte poetiche “CAVERNE” (2005-2012), “POESIE PER ROSANGELA” (2012), “POLAROID” (2012-2013) e il romanzo semi-autobiografico, terminato ad Aprile, “TUNNEL” (2013)

Blog: http://infondoagliocchi.blogspot.it/