Giovani Prospettive. Omaggio di parole a Deborah Sheedy


Deborah-Sheedy

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dall’altra parte del freddo
e costantemente da sola
_perchè anche la più palese delle verità mi distanzia
come un veleno che si fa prima dolce
e poi postumo di un abbordo al silenzio

allora cosa accade dall’altra parte
mentre tutto il niente mi risale dentro
e a malapena lo avverto
_abile nel trattenermi in bocca
la friabile amarezza
di un assolo di pianto dilaniato
che mai trova fine se non nell’ultima via

è sempre dall’altra parte del freddo
che io sopravvivo
_perchè faccio della mia insesistenza
l’insistenza dal giusto distacco
come l’azzardo del vuoto che mi avvolge da lontano

di Rosaria Iuliucci

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E su dai basta, dai
abbastanza dammi 40 rintocchi,
dammi la spina
e poi ti muoio, e poi ti stupisco
mi metterò le campane sul
concetto che non morirò
mai
io già morta, allora vedi
che non mi capisci
stavo sotto il porticato
a portare danze dai
retrogusti più inaspettati.

Gradisco il declino
inteso come forma di
conoscenza
non dovetti vederti
ma poi mi stamparono
l’ubiquità della bellezza e
fu caos

Di Alessandro Bertacco

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Immagine

Attraccano ricordi nella dispersione dell’io

Intinto il volto
Nel vuoto della memoria

Emerge in sentimenti d’addio
Il calore del tuo sorriso.

Di Angelica D’Alessandri

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LE PAROLE TACIUTE di Izabella Teresa Kostka

I segreti feriscono come coltelli
– sanguinanti schegge della memoria,
letali sorrisi dipinti sui volti
oscurati dall’ombra della propria vergogna.

Putrefatti rifiuti della coscienza
soffocati di giorno dall’apparenze.

Le stigmate eterne dei sensi di colpa.

Poesia tratta da “Le schegge” 2017.

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Di spalle di Antonio Devicienti

Di spalle come la Venere di Velázquez
come i coniugi Arnolfini nello specchio alla parete
come Dublino quando ci si arriva in treno:

di spalle come i granelli di polvere o le
gocce di pioggia fermàti sulla pellicola
come la sgranatura dell’immagine dopo la stampa
come il necessario interrogarsi sulle verità del volto ch’è nascosto:

di spalle nello sgranarsi delle vertebre lungo la schiena
nell’andanza commossa della luce ch’è carezza –
di spalle come l’attesa, il velato, il taciuto.

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Siede intenta quieta
lo sguardo è sorgente
le vesti preziosi decori
d’interiorità nostalgia.

E’ sorella madre
o Persefone
la danza fra il buio e la luce

Il contorno netto delle piante
piedi nudi le sue nude foglie
humus
fra il passo e la sua radice.
E’ un canto vivido
non sa
se è lei a intonarlo
o il bosco che la canta.

Di Luisella Pisottu

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La danza di Guido Mura

E danzare e danzare
quasi perdendo coerenza
decorticando la fibra
scarnificando movenze

solo scintille di luce
che stellano la notte
ermetica incombente
includente astronave

notte notte che ingoia
il dolore e il rimpianto
lo spasimo e il supplizio
ora tutto precipita

il pensiero precipita
imbrattato dal tempo
ma residua nell’aria
il ricordo di un gesto

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POST MORTEM (vendetta) di Izabella Teresa Kostka

Verrò a te
coi seni tinti di sangue vermiglio
versato di notte su un bianco lenzuolo,
distesa accanto al tuo “corpo – sposo”
come una bambola smembrata da crudeli forbici.

Verrò a te
in ogni notte oscura
tagliando il buio con l’ultimo grido,
sarò una croce del tuo cammino,
l’asfissiante profumo del gelsomino.

Tornerò a te
e non conoscerai mai la pace eterna.

Poesia Tratta da “Le Schegge” 2017

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La Porta che dorme di Jonathan Varani

Bacio
il primo sguardo
del giorno
quando i muri sono gabbie
stese in petto

lascio
la battaglia dell’alba
spegnersi tra le spade
del sole
e attendo la cenere del corpo

il canto mesto delle lacrime

perché è assenza malata
la porta che dorme
e non conosce il verso
delle tue dita.

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La Parola si svela.

È ancora fresca la neve sull’erba
e che appaia disciolta
è artificio
ché i battiti sono chicchi di frumento
– che non si arda il campo! –
tra i perimetri delle mie storie
cronologie lente
dramma del tempo
dracma in contanti per ogni pena

Mi svelo.
Appena soffocata
concentrata sulla pazienza
convertita e fedele
sotto patina in difesa

di Mariella Buscemi

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Giovani Prospettive. Omaggio di parole a Josephine Cardin


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Nata a Santo Domingo, Repubblica Dominicana, Josephine Cardin è una fotografa delle belle arti che è cresciuta nel sud della Florida e che ora vive e lavora a Rochester, NY.

Attualmente, Cardin sta sviluppando il suo lavoro di fotografia figurativa contemporanea, ispirandosi alla musica, la danza e alle tematiche umane della solitudine,dell’ isolamento,del la paura e della trasformazione. Sempre un artista in qualche modo, Cardin ha cominciato come una ballerina, prima di perseguire una formazionedi arti tradizionali e infine concentrarsi completamente sull’arte dal 2010.

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Giovani Prospettive. Omaggio di parole a Mira Nedyalkova


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Mira Nedyalkova è fotografa e pittrice bulgara.
Nelle sue immagini usa il dolore come bellezza, c’è dell’erotico ma è psicologia legato alla vita.
Esprimo la sua intima vita interiore.
La maggior parte dei suoi lavori sono in acqua, questo non è casuale.
L’acqua è creazione, potenza è enorme energia.

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Mira Nedyalkova Photography

inabile malinconia di Alba Gnazi

Io non ho mai visto
se non
con gli occhi chiusi
i gomiti stretti della settimana

labbra fredde
d’inabile malinconia
senza fretta
su troppo mare

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Giovani Prospettive. Omaggio di parole a Mirjam Appelhof


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Mirjam Appelhof artista che nasce e vive nei Paesi Bassi.
Ha iniziato a lavorare con la fotografia per tradurre i sentimenti interiori, immagini che la riflettono.
Le sue immagini non sono mai ferme, dice che il movimento continua nel tempo.
Per creare usa Photoshop, ma anche ama dipingere sulle sue immagini o utilizzare materiali diversi.

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Prospettive: Omaggio di parole a Sabine Pigalle


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Sabine Pigalle è una fotografa francese e artista. E’ nata a Rouen, in Francia nel 1963, attualmente vive e lavora a Parigi. La maggior parte del suo lavoro si concentra sulla reinterpretazione dei miti. Religione, storia, mitologia, pittori fiamminghi e ancheil manierismo, che fornisce sia le varie fonti d’ispirazione che le materie prime per le esplorazioni artistiche. Sabine Pigalle produce fotografie ibride in serie diverse, dedicate principalmente all’arte del ritratto, che uniscono il contemporaneo all’ arte antica.

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Sabine Pigalle ph- Sylvia Pallaracci

così accade
la decadenza dei colori
come un dolore
denso di labbra interrotte
da nuovi lineamenti

tutto il nero
sbianca teatralmente
in questo tremulo
di membra rinvenute
al centro esatto del corpo

di Sylvia Pallaracci

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il buio è gratis

IL BUIO E’ GRATIS di Roberto Marzano

La luce costa, e tanto, il buio è gratis
ci puoi inzuppare gli occhi a perdi voglia
mistero garantisce senza esborso
stimola visioni nella mente
e se mi prende improvvisa la paura
m’adatterò al fioco balenare
di candele tremolanti alla finestra
spalancata con ‘sto caldo soffocante
della TV faccio a meno volentieri
la luna può bastarmi come svago
e il libro chiuso già al tramonto
riprenderò all’alba a costo zero.

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Nightwatch

-notturno- di Francesca Dono

poi la notte
decise di dormire
cervello di ciaspole afose
sopra la neve obesa. Lei scelse e si sciolse ad umide dime
rosari di orologi in consenso ad occhi ferrosi :vaghi lisi davvero taciturni.

-Nero(amaro) al nulla –

intravisto tra numeri ed alfabeti. Facile il fiume di cartapesta, facili i frattali amplificati nel colon trucidato.
Perché d’abuso ,senza apparire in sole, piange morte non in.vita-

L’attesa

______________________________pressoché argine interstellare

alzerà l’intonaco quasi crosta ad ogni muro.

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Prospettive: Omaggio di parole a Jaya Suberg


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Jaya Suberg è una nata a Copenaghen nel 1956. Dal 1980 vive e lavora a Berlino, una città la cui vitalità e diversità hanno aiutato a trovare ispirazione per le sue creazioni. Jaya ricrea le sue foto digitali attraverso la pittura o disegno stampato o collages, dando così un’espressione più profonda.

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Prospettive: Omaggio di parole a Sayaka Maruyama


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Sayaka Maruyama è nata in Giappone nel 1983 e si è laureata presso l’Università d’arte del Giappone nel 2005, quando ha cominciato il suo celebre progetto Neon O’Clock Works. La sua prima monografia, intitolata Krageneidechse, è stata pubblicata nel 2007, anno in cui si trasferisce a Londra. Maruyama ha esposto a Londra e Tokyo e le sue immagini sono state pubblicate su molte riviste tra cui il British Journal of Photography, la rivista Silvershotz, il Financial Times Magazine e Eyemazing.
Sayaka Maruyama, attinge a riferimenti classici giapponesi e motivi surrealisti, il suo lavoro esplora contraddittorie interpretazioni contemporanee delle nozioni giapponesi di bellezza, da prospettive sia occidentali e orientali. Maruyama ha guadagnato notorietà soprattutto per la sua serie Japan Avant-Garde, in cui l’artista intreccia le manipolazioni digitali delle immagini, con elementi di carta collage e pittura ad acquerello per creare intricate opere che esaltano un senso di bellezza.

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Sayaka Maruyama

“sei gradi ” di Francesca Dono

Erano altre parole,nude e incompiute come fiori di cambria a nascere,
sottratti dal buio per una liquida notte di sole a Dicembre.
-Solo poche sillabe non hanno avuto respiro-
scivolate dalla carta alla morte o distrutte e ritorte a decorosa apparenza.
Ad ogni modo erano me stessa,
dentro il corpo madre a dilatare,
fuori dalla civiltà di plastica,
oltre quest’età freddAsei gradi,
………………………………………………
che ormai da secoli parla.

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