Homo homini Virus, il contagioso romanzo di Ilaria Palomba


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Il nostro corpo è spesso un regno per entità biologiche centomila volte più piccole di una cellula: i vīrus (lat. tossina, veleno).
Sebbene inizialmente questo tipo di “veleno”sia stato considerato solo in termini patogeni, con il passare del tempo si è scoperto che i virus possono anche svolgere una funzione utile all’organismo.
Il titolo che Ilaria Palomba ha scelto per il suo libro è un richiamo all’espressione latina “Homo homini lupus” che in una letterale traduzione ricorda come l’uomo sia un lupo nei confronti del suo simile.
Nel romanzo a cui ci riferiamo l’uomo è un virus: può contaminare e sconvolgere la serenità illusoria in cui ognuno si rintana in questa epoca oscura. Tentiamo ostinatamente di sopravvivere, come se i comportamenti automatici e “necessari” (in termini sociali) possano renderci vivi, questa routine a cui ci siamo abituati in realtà ci ammazza: ci svuota.
Lo stare al di fuori ci annienta, “il talento scava dentro, e quando aspira all’esteriorità perde tutta la sua potenza iniziale” (v. pag. 27).

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Un “Viaggio Essenziale” con Alejandro Jodorowsky


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Nel 2010, da un’idea di Giovanni Picozza, la casa editrice Spazio Interiore ha iniziato il proprio percorso. Negli ultimi anni l’editore si è fatto notare per i testi di non trascurabile valore in campo spirituale.
Nel Maggio 2014 è stato pubblicato, presso quest’ultimo, un interessantissimo “poema psicomagico” di Alejandro Jodorowsky, l’artista cileno noto soprattutto in campo cinematografico e letterario.

Il breve poema composto da 12 essenziali poesie è intitolato “Viaggio Essenziale”. Lo stesso traduttore, Andrea Colamedici, ci fa notare che la parola “viaggio” appare una sola volta nell’intero poema e si trova a dover fare i conti con “mille abissi”.
La prefazione è affidata ad Antonio Bertoli e ci permetterà di leggere l’opera nel modo corretto, ricordandoci i trascorsi e la filosofia poetica di Jodorowsky. La parola chiave è “poesofia”, ovvero, la fusione di un pensiero ispirato con un pensiero ragionato: il singolo che diviene universale nel momento dell’atto poetico.

L’Atto Poetico è stato tenuto sempre in grandissima considerazione da Jodorowsky, infatti la prima sezione delle interviste di Gilles Farcet che costituiscono la prima parte di “Psicomagia – una terapia panica” (edito in italia da Feltrinelli e che riassume l’intero pensiero di Jodorowsky rispetto a questo argomento) si concentra proprio su questo concetto: “la poesia è azione” afferma Jodorowsky citando il futurista Marinetti, non un insieme di parole che suonano armoniosamente se messe in fila.

Ci troviamo di fronte ad un autore che vuole rompere gli usuali schemi della poesia e vuole penetrare attraverso essa in un mondo più vissuto. Anche questo è un viaggio: un modo di vivere, di fare esperienza, di crescere… un viaggio essenziale, perché necessario.
Ma essenziale anche perché ha bisogno di poche parole per essere espresso. Le poesie risultano a volte prive di una struttura rigida e disegnano un libero andazzo dell’anima, lasciando in questo modo spazio alla creatività.

Questo libricino (il quinto nella collana “nonordinari”) è un viaggio breve ma intenso che ci fa sorridere, gioire e ci lascia l’amaro in bocca. Un viaggio che ha il ritmo della vita, che ci permette di assaporare la finezza del pensiero ma che non ci fa dimenticare del puro disprezzo che dobbiamo nutrire verso ogni istituzione (che sia politica, religiosa o sociale) che ci limita e ci vieta di esprimerci al meglio.

L’edizione è arricchita dalle meravigliose illustrazioni dell’artista cileno Matlop, e da una splendida nota del traduttore che apre uno spiraglio ad una riflessione finale.

LINK
http://www.spaziointeriore.com/

Una sfilata di “Regine… della scienza”, recensione al libro di Serena Manfrè


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Sebbene il passaggio di ogni donna lasci un segno indelebile nel cuore di ogni uomo… ci sono alcune donne che con i propri passi riescono ad incidere e segnare la storia di tutti gli Uomini. A cinque di queste donne è dedicato il libro di Serena Manfrè intitolato “Regine della Scienza”.
Il testo pubblicato dai tipi dell’Editoriale Anicia nel settembre 2013 è rivolto ad un pubblico giovane, questo soprattutto grazie alle magnifiche illustrazioni di Amalia Caratozzolo. Scorrendo però le pagine una dopo l’altra ci rendiamo conto che il libro può rivolgersi un po’ a tutti: grandi e piccini, maschietti e femminucce.

Infatti la prosa semplice e scorrevole, e, in prima persona, permette a chiunque di immedesimarsi nella vita delle nostre cinque eroine.
Seppur vero che alle ragazze può donare una consapevolezza del proprio potenziale di donna rifacendosi a quelle orme… è pur vero che ogni maschietto amplierà il proprio rispetto nei confronti delle donne, ma ancor di più, nei confronti dell’umanità.
Il “Cocktail delle grandi soddisfazioni” citato nel libro riporta:

200 gr. di pazienza
1 cucchiaio di coraggio
500 gr. di volontà
1 pizzico di fortuna

Credo che pochi avranno da ridire sul fatto che questa formula accomuna un po’ tutte le donne qui selezionate.
Ma chi sono queste donne?

Prima fra tutte Rita Levi Montalcini, la parte a lei dedicata si concentra soprattutto sulle sue scoperte e sulle circostanze che gliel’hanno consentito. Viene subito seguita da Maria Montessori che racconta della sua storia da innovatrice del campo “scolastico” e della sua esperienza da madre. C’è poi la storia di Caroline Herschel, particolarmente toccante e commovente soprattutto per l’epoca a cui ci rivolgiamo; e quella di Suor Celeste, figlia di Galileo e profondo supporto per quest’ultimo.
Per concludere c’è il racconto dedicato a Ipazia d’Alessandria, che fu sicuramente una donna ispiratrice per molte di quelle che l’hanno seguita (e nel testo preceduta).

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Un viaggio all’indietro che ci permette di ripercorrere, in senso cronologicamente invertito, il nostro presente. Un elemento molto importante nelle prime due letture è l’inserimento dell’avvento della Seconda Guerra Mondiale e di come influì negativamente, anche a causa di Benito Mussolini, sulle due ricercatrici.

La grafica vivace di Amalia Caratozzolo rende questo tuffo nei secoli un’affascinante esperienza di leggerezza, facilitando indubbiamente lo scorrere del testo.
Il segreto di questo libro è la ricchezza di immagini e la sicurezza di una prosa semplice e diretta. Le immagini influiranno sul giovane rendendo la lettura più “colorata”, mentre il testo lo scuoterà “costringendolo” a tenere l’attenzione.

Questo è un testo che ci sentiamo di consigliare a tutti indistintamente, con la speranza che il ricordo di queste grandi donne non passi mai in secondo piano.

BIOGRAFIE TRATTE DAL TESTO

SerenaSerena Manfrè è nata a Messina nel 1971 sotto il segno dell’Ariete. È stata una bambina molto vivace e super responsabile, brava a scuola e disciplinata nello studio della danza classica. Da piccola sognava infatti di fare la ballerina, ma per fortuna durante l’adolescenza le sue varie inclinazioni sono venute fuori spingendola a dedicarsi alla scrittura. Si è laureata quindi in Lettere Moderne e ha fatto la giornalista per dodici anni. Fino al 2003 ho lavorato tra Roma e la Sicilia. Poi è andata a vivere nel paese dei tori, la Spagna, dove ha continuato a collaborare con alcune riviste e dove insegna Italiano. Fa inoltre la traduttrice e si dedica pure a scrivere romanzi, racconti e monologhi per il teatro. Vive in una casetta sulle rive del fiume Duero, è sposata con un chitarrista con la barba e ha due simpatici cagnolini di sei chili ciascuno: Tigre e Pablito.
Sito personale: http://www.serenamanfre.it

AmaliaAmalia Caratozzolo è un’illustratrice freelance nata a Messina nel 1983. Da piccola era una vera peste, si calmava solo quando prendeva in mano matite, colori a cera e pennelli. Disegnava e dipingeva su qualsiasi superficie avesse a portata di mano, compreso il faccino della sorella minore.
Così, nel 2001, la famiglia la spedì con posta prioritaria a Roma. E lì, la peste di cui sopra, si è diplomata prima in Fumetto e poi in Illustrazione. Da allora ha collaborato, come illustratrice e grafica, con varie case editrici e ha fondato insieme ad alcune colleghe lo studio creativo Arturo. Dal 2010 lavora come docente di Incisione all’Istituto Europeo di Design e dal 2013 collabora con il Corriere della Sera.
Adora la stampa artigianale, le barbie e i film dell’orrore.
Sito personale: http://www.amaliac.com

LINK
http://www.edizionianicia.it

Biblioteca ritrovata 1: Un libro che non potrete mai leggere, “Oltre l’evidenza”


Ho recentemente scoperto che mio padre nel 1988 – prima della mia nascita -, pubblicò un libro oggi fuori catalogo: l’editore (Firenze Libri) si accorpò ad un altro non stampando più il testo. A casa per fortuna abbiamo ancora alcune copie del libro ed io ho potuto “riesumarlo”.

L’avvenimento segue alcuni pensieri che mi ronzavano per la testa da giorni: chissà quante persone hanno scritto capolavori che noi non leggeremo mai perché gli autori non hanno avuto (o non hanno voluto avere), la stessa fortuna di altri colleghi.
Apparentemente la cosa non sembra tanto importante; ma forse, questo pensiero è mosso soltanto dal fatto che noi dimentichiamo il valore reale della Letteratura (non quella scarna e senza senso che non può neanche macchiarsi con tale nome), ma quella ispirata dal Genio – o per dirlo alla Socrate – dal Daimon insito in ogni uomo. Quella Letteratura che unisce le diverse figure di Dante Alighieri, Johann Wolfgang Goethe, Charles Baudelaire, Herman Hesse, Michail Bulgakov, Yukio Mishima… il lato più elevato degli uomini, che insegna agli uomini attraverso i racconti e i versi: la Letteratura come Scuola Teorica della Pratica della Vita.

“Oltre l’evidenza” è il titolo del libro di mio padre: “Gennaro Piccolo, nato nel 1955 a Cercola presso Napoli, si occupa di storia e filosofia della scienza. È iscritto al Corso superiore di Giornalismo e Comunicazione Televisiva di Roma”.

Andiamo con ordine: non interessa capire che cosa stesse facendo di fronte allo specchio del corridoio di casa sua. Importante sarebbe stato cercare di capire come potesse essere arrivato al di là della sua immagine silicea. L’importante era cercare di comprendere l’intimo meccanismo e, ancor più necessario, l’ardire di un passaggio non solo così velocemente deciso, ma anche così insolitamente realizzato.

Il racconto si sviluppa intorno alle esperienze surreali di Ciro, un ragazzo che dopo aver oltrepassato uno specchio diviene osservatore e protagonista di un susseguirsi di vicende che lo porteranno a “dure” riflessioni riguardo la religione e il destino. Infatti Ciro non crede nel destino, ma il susseguirsi di eventi connessi tra di loro da un “sottile filo rosso”, lo porteranno a modificare alcune delle sue ferree convinzioni.
La religiosità ha sicuramente un taglio “illuminista” e razionalista, scevra da inutili dogmatismi che ancora oggi aleggiano intorno alle religioni Cristiane.
La scelta, la possibilità di scegliere è qui un mezzo del destino, che quindi si modifica di conseguenza dandoci la possibilità di scegliere tra infinite vie d’innanzi a noi, e ci permette di fare nuove esperienze (anche sessuali) che segnano il passaggio da un’età giovanile ad una di maturazione.
Un racconto che accorpa personaggi, che seppur spesso non sono più di semplici apparizioni, trasudano di vita propria e di una personalità ben definita; ed è forse questa capacità espressiva che più colpisce nel racconto.

Man mano che camminava si accorgeva che, ormai, il simbolismo del giorno precedente veniva a mancare e le immagini e le sensazioni gli sembravano molto più soggettive e intime: pure sentendo l’esigenza di un nuovo conforto, si persuadeva di volere riscoprirsi, ritrovarsi, stare solo.

Se qualcuno fosse interessato ad avere il testo può contattarmi in privato via mail, abbiamo ancora alcune copie disponibili!