Intervista alla giovane fotografa Mariangela Neve


Se guardo le fotografie di Mariangela Neve, mi viene in mente il biancore della neve per l’appunto, una chiarezza che sbalordisce ed incanta, lei ci parla attraverso la delicatezza…ed eccola nelle pagine di WSF, Buona Lettura!

1914

1914

Come sei arrivata alla fotografia? Quando è entrata in contatto con te?

Ho iniziato a fotografare per un esame che dovevo sostenere all’Accademia di Belle Arti. L’inizio non è stato dei più felici, perché proprio non riuscivo a “vedere”, mi limitavo a fissare/osservare qualcosa e a scattare, scattare e ancora scattare. Non avevo ancora ben chiaro il concetto di fotografia – forse neppure ora ce l’ho – ma pian piano sentivo crescere in me la voglia ed il bisogno di fotografare per fissare un momento o per crearne uno.

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Poesia di questa carne che siamo – II parte


Mariangela Neve

Mariangela Neve

 

Lucciola di Loredana Di Biase

la pioggia affila i denti
teoria di consonanti
a fil di labbra
sempre l’errore sottolineando –
il neo sulla carne bianca –
la natura mai delicata / il fiore
gridato
ai cimiteri marini

***

EROS di Stefano Mangione

Corpo nudo
come la nuda lama d‘un pugnale
il brivido che dai è come il sangue
che sgorga a fiotti.
Se mordo il tuo seno
o imprimo una rosa alla tua spalla
s‘inarca il dorso
poggiato sulla morsa delle braccia
e altro pugnale
s‘insinua, neve e fuoco,
nel tuo segreto fiume.

***

di Ghiannis Ritsos

Anche le parole
vene sono
dentro di esse
sangue scorre
quando le parole si uniscono
la pelle della carta
s’accende di rosso
come
nell’ora dell’amore
la pelle dell’uomo
e della donna.

***

di Bernard Noel

Grappoli di bocche aggrediscono gli organi ———————————–
————–e queste bocche masticano senza divorare, e gli organi diventano pastone
—————————————————–e il mio scheletro cerca invano di puntellare
questo purè di carne —————————————————————————–

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