Intervista a Ilaria Novelli e la ricerca del sè


tryptdefi Benvenuta su Words Social Forum Ilaria!

Parlaci di come realizzi le tue opere, Ilaria.

Ciao e grazie per l’invito! Al momento sto lavorando a delle opere tradizionali, amo molto dipingere e quindi molto spesso la tecnica che utilizzo e’ proprio la pittura ad acrilico o ad olio. Mi sento in totale libertà quando creo e quindi non mi affido mai ad un unico mezzo o metodo, a volte ho bisogno di comunicare in altri linguaggi più contemporanei ed immediati e mi servo di tecniche digitali per colorare le mie illustrazioni d’inchiostro o comporre i miei collage.

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Raccontaci il tuo percorso artistico e di chi sei

Per molti anni ho represso la mia natura artistica e ho seguito fino all’università un percorso scolastico tradizionale, studiando al liceo scientifico prima e alla facoltà di Lingue Orientali dopo. Solo in seguito ho rivisto le mie priorità e ho deciso di lasciare l’ università ed iscrivermi all’Accademia di Moda e Costume dove ho appreso in forma rudimentale le tecniche pittoriche e grafiche. Sono convinta però che l’arte deve avere alla base un’esperienza di vita, credo che per me tutto sia stato importante: dall’imparare altre lingue al fare lavori che non avevano nulla a che vedere con la pittura, quello che si ritrova nei miei lavori non e’ mera invenzione, e’ la mia vita.

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Apollo e la massificazione del pensiero accademico


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“Apollo e Dafne”

Quella dei “classicisti” è effettivamente una razza a parte. Iniziati da Johann Joachim Winckelmann, essi credono che il Partenone e le sue cariatidi siano, dall’alba dei tempi, sospese nel loro biancore marmoreo e che la civiltà greca sia, in qualche modo, “piovuta dal cielo” in una notte d’estate.

Vien da sorridere, ma essi si assiepano nella maggior parte delle università e dei licei, in cui in generale la tendenza collettiva e collettivizzante è questa.

Il meccanismo del pensiero classicista e fonte del suo stesso status symbol in fin dei conti è e rimane la solita canzone: se la Grecia è la culla della civiltà, lo è la stessa vecchia Europa e per estensione l’intero Occidente. Tradotto in termini moderni: la nostra cultura è superiore a quella altrui, per cui dettiamo legge. Oggigiorno, forse, questo antico adagio può vagamente apparire ristretto al ghetto di alcune particolari minoranze (rispetto, ad esempio, a Mussolini che sponsorizzava il turismo sessuale in Libano e dintorni per l’italiano/eroe/condottiero/maschio virile/ecc). Ma non lasciamoci ingannare, l’occidentale medio crede fermamente in questo e lo dimostra il semplice distacco emotivo con cui si riferisce all’Africa da aiutare.

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